SIMONA BALLATORE
Cronaca

Compagni (docili) di lavoro: l’università apre a cani e gatti. "Ma solo in ufficio, niente aule"

Succede a Milano-Bicocca. Prima volta in Lombardia: pet non aggressivi, con microchip, libretto sanitario e assicurazione

I dipendenti della Bicocca potranno godere della compagnia di cani e gatti previa autorizzazione del proprio dirigente

I dipendenti della Bicocca potranno godere della compagnia di cani e gatti previa autorizzazione del proprio dirigente

Milano – All’università con cani e gatti: il primo regolamento "per l’accesso degli animali d’affezione all’interno degli ambienti dell’ateneo" è riservato a loro. Succede a Milano-Bicocca, prima università lombarda a concedere questa possibilità a tutto il suo personale, ovvero a professori, ricercatori, tecnici, impiegati e bibliotecari (potenzialmente duemila persone). Ci sono requisiti all’ingresso e condizioni da rispettare, ma i lavoratori dell’università da oggi "potranno tenere regolarmente in ufficio un animale domestico". La proposta era stata avanzata da alcuni di loro. E il Consiglio di amministrazione – dopo avere sentito i pareri della commissione del personale – l’ha promossa all’unanimità.

Bicocca è così tra i primi atenei a spalancare le porte agli animali in Italia, dopo le università della Basilicata e di Verona e la sperimentazione in corso nell’università del Salento che, nell’annunciarla, aveva sottolineato come poter portare il proprio animale di compagnia in università fosse "un vero e proprio benefit aziendale". Giusto un anno fa - e dopo due anni di test - anche la facoltà di Veterinaria della Statale aveva stilato il suo regolamento (riservato ai cani), raccogliendo le prime 40 richieste.

Nel caso di Bicocca saranno coinvolte tutte le facoltà, ma il personale interessato dovrà chiedere prima l’autorizzazione e fare in modo "che la presenza dell’animale non sia di ostacolo all’attività lavorativa e non comporti problemi di convivenza con gli altri dipendenti, gli studenti e chiunque frequenti i locali dell’ateneo". Via libera negli uffici singoli mentre in quelli condivisi andrà chiesto prima il parere formale dei colleghi.

Cani e gatti per potere accedere in ateneo dovranno avere microchip, essere regolarmente iscritti all’anagrafe degli animali d’affezione e avere tutte le vaccinazioni in regola oltre ad arrivare "puliti e spazzolati", si legge ancora nel regolamento. Non devono essere "affetti da oggettive disfunzioni comportamentali", né "mostrare aggressività verso le persone o gli altri animali" e devono essere coperti da una polizza assicurativa in caso di danni a cose o persone.

Il proprietario deve avere con sé guinzaglio e museruola (per i soli cani e salvo esoneri) e portare tutto il kit per la raccolta delle eventuali deiezioni oltre alle ciotole.

Nel campus ci sono zone off-limits: è vietato l’ingresso di cani e gatti nelle aule, nei laboratori, nelle sale riunioni e in biblioteca, come nei locali bar, in mensa e negli ambulatori. Già al momento dell’autorizzazione è prevista la mappa dello spazio destinato all’animale. In caso di violazioni di regolamento, motivi sanitari o di sicurezza o "incompatibilità dell’animale al luogo di lavoro in cui viene detenuto" il permesso sarà congelato o annullato. Ci saranno controlli a campione, ma chi ha già compilato il modulo è d’accordo e sta già preparando Fido.

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