Due anni per un presunto sputo: l’Ausonia difende il suo ragazzino ma il ricorso non è ammissibile per una svista

Il video presentato dalla società a difesa del 15enne non è stato preso in considerazione perché la Corte d’Appello Territoriale ha conteggiato male i giorni per il pre-reclamo

Arbitro mostra il cartellino rosso a un giocatore (Foto di repertorio)

Arbitro mostra il cartellino rosso a un giocatore (Foto di repertorio)

Milano, 19 marzo 2024 – Un arbitro che espelle un giovanissimo calciatore dopo il doppio “giallo“ scrivendo nel referto di “essere stato attinto sul calzettone dallo sputo del giocatore”, lo sconcerto del club e dell’allenatore (anche di quello avversario Marco Scalvenzi), la difesa del ragazzo che nega di aver fatto quel gesto nei confronti del direttore di gara, la pesantissima sanzione del giudice sportivo (due anni di squalifica) e l’immediato ricorso alla Corte d’Appello Territoriale dove viene presentato anche un video che sembrerebbe smentire, considerata la dinamica, quanto descritto da P.G., 22enne “fischietto“ milanese. Fino al clamoroso abbaglio della “commissione“ che allunga i tempi d’attesa del verdetto definitivo.

Un caso di “malagiustizia” sportiva quello che ormai da più di un mese tormenta Sohaib, 15 anni, calciatore dell’Ausonia 1931, storica società meneghina. Distrazioni, inesattezze, imprecisioni dai primi giorni di febbraio ad oggi; si va avanti a botta di carte bollate in un tunnel senza luce per un ragazzo, con un percorso che s’ingarbuglia sempre di più, perché il giudizio di secondo grado non c’è stato.

Il frame del video che potrebbe scagionare il giovane calciatore dell’Ausoni
Il frame del video che potrebbe scagionare il giovane calciatore dell’Ausoni

O meglio, il ricorso presentato dalla Scuola Calcio d’Elitè di via Bonfadini è stato dichiarato “inammissibile" e i giudici neppure sono entrati nel merito per una clamorosa svista: hanno infatti sbagliato i conteggi dei giorni, sostenendo che il pre-ricorso è stato depositato oltre i termini consentiti (due giorni). Un enorme abbaglio. Ma non della società. Perché il comunicato del giudice sportivo era stato diffuso il venerdi 9 febbraio, i due giorni scadevano in un “festivo“ (domenica 11), la qual cosa avrebbe spostato i termini del pre-reclamo al lunedi 12. E cosi ha fatto, correttamente, l’Ausonia. Ma i giudici, evidentemente distratti, hanno scritto che "la reclamante ha depositato preannuncio di reclamo in data 12.02.2024, quindi oltre il termine di due giorni previsto dall’art. 76, comma 2 CGS". Perciò “tardivo“. E da rigettare.

La gara

Insomma, dopo il danno la beffa. Tutto era cominciato nei minuti finali del match contro lo Sported Maris dello scorso 3 febbraio, valevole per il campionato under 16 regionale (girone F). Sul punteggio di 5-2 per l’Ausonia padrona di casa, Sohaib riceveva un “giallo“ per un diverbio con un avversario, poi si allontanava. Richiamato dall’arbitro che gli chiedeva se avesse sputato, alla risposta "sì, per terra", arrivava un’altra ammonizione per il calciatore. E quindi l’espulsione. Ma di quello sputo verso il direttore di gara non c’è traccia. Circostanza che sembra testimoniata anche dal video allegato al ricorso dei neroverdi. Quello che avrebbe dovuto giudicare la Corte d’Appello Territoriale, parecchio distratta. Dell’imperdonabile errore qualcuno ha fatto ammenda, scusandosi, solo dopo le legittime proteste dell’Ausonia presso il Comitato Regionale Lombardo. Troppo tardi però, indietro non si poteva tornare per colpa di rigide procedure burocratiche.

Il ricorso

L’unica cosa da fare, dunque, è il ricorso al Coni, con altre spese che il club deve affrontare (e che altri dovrebbero pagare) e tempi lunghi (fra i 4 e i 6 mesi) da aspettare per il nuovo verdetto che consentirebbe di arrivare finalmente ad un giudizio di merito. "L’Ausonia ricorrerà proprio in queste ore al Collegio di Garanzia del CONI chiedendo la revocazione della delibera di inammissibilità del ricorso presentato alla Commissione Territoriale che lo ha rigettato per mancato rispetto dei termini di presentazione del pre-reclamo - ci conferma Alcibiade Ariottti, Presidente dell’ Ausonia 1931 -. Il codice di giustizia sportiva prevede il preannuncio di reclamo sia da effettuarsi entro due giorni dal Comunicato Ufficiale ma l’art.52 comma 4 del CdS spiega chiaramente che, nel caso il termine scada in un giorno festivo, il termine stesso viene prorogato al giorno feriale successivo. In questo caso il termine scadeva di domenica ed il nostro ricorso è stato presentato regolarmente il lunedi mattina".

Una svista clamorosa e che si doveva evitare. "Troviamo abbastanza assurdo - prosegue Ariotti - che un Giudice di esperienza possa aver commesso un errore così banale che porterà un ulteriore allungamento dei tempi e spese ingenti visto che il ricorso al Coni costa ben 1.200 euro".

Il danno

L’Ausonia insiste poi su un altro punto, ovvero l’enorme danno arrecato ad un suo giovanissimo tesserato: "Dato che esiste un video dove si evince piuttosto chiaramente che quanto raccontato dall’arbitro nel referto non trova corrispondenza nella realtà dei fatti, contiamo che alla fine dell’iter procedurale così complesso e ricco di errori venga almeno fatta giustizia nei confronti di un 15enne accusato di un comportamento che non ha tenuto e che da oltre un mese è lontano dai campi dello sport che più ama. Ed è questa la cosa piu grave e sconcertante perché alla fine a pagare ingiustamente è soprattutto un giovanissimo atleta. Ma noi andremo sino in fondo".

Legittimo il disappunto che arriva da via Bonfadini, comprensibile l’amarezza di Sohaib, ad oggi squalificato fino al 4 febbraio 2026. Solo poche settimane fa il ragazzo si era sfogato sulle pagine de “Il Giorno“: "Credetemi, non è vero, è stata commessa una terribile ingiustizia, mi hanno distrutto un sogno. Vorrei incontrare l’arbitro e chiedergli perché ha scritto certe cose". La palla al Coni. Per salvare il salvabile.

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