Buscemi ai consiglieri: no al linguaggio violento. De Chirico chiede scusa

Il capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico chiede scusa per le offese alle consigliere del Pd, seguito da una lettera della presidente Buscemi contro il linguaggio violento in politica.

Scuse social e non solo del capogruppo di Forza Italia Alessandro De Chirico dopo le offese rivolte alle consigliere del Pd Simonetta D’Amico e Alice Arienta e, subito dopo, una lettera rivolta a tutti i consiglieri comunali dalla presidente dell’assemblea di Palazzo Marino Elena Buscemi: "No a un linguaggio violento". Ma ripartiamo dall’inizio. Dopo le offese rivolte martedì alle colleghe dem durante una seduta in videocollegamento di una commissione consiliare, l’azzurro De Chirico ieri ha chiesto scusa con un messaggio sulle sue pagine social e con una lettera rivolta alla presidente Buscemi: "Ieri (martedì, ndr) aveva perso la calma e urlando si era rivolto in particolare alla collega Alice Arienta zittendola e dicendole "vai al parchetto coi tuoi figli, vergognati. Non fare la moralista con me". De Chirico ammette di essere stato "protagonista di un episodio increscioso in cui ho perso le staffe e ho urlato contro le colleghe D’Amico e Arienta e il collega Orso. Mi scuso per aver urlato e per gli epiteti coloriti. Dopo oltre 13 anni di attività politica, mi conoscete bene: a volte mi arrabbio troppo facilmente, ma non sono un misogino o un maschilista come qualcuno vuole far credere per strumentalizzare la faccenda. Con le colleghe, al di là di questo episodio, ho un buon rapporto, mai scalfito dalle divergenze politiche e nemmeno personali". Il capogruppo forzista, infine, aggiunge sui social: "Mi dispiaccio ancora per aver urlato e usato termini non consoni al ruolo che ricopro. Ho scritto una lettera alla presidente del Consiglio comunale, alle colleghe ed al collega con le mie scuse che spero accettino presto".

Buscemi, intanto, sottolinea che "la contrapposizione politica non può e non deve mai trasformarsi in mancanza di rispetto reciproco". La numero uno dell’assemblea di Palazzo Marino si riferisce agli ultimi episodi di bagarre e di frasi poco appropriate pronunciate in aula o in commissione. In particolare il consigliere (e segretario milanese) della Lega Samuele Piscina aveva parlato di "transessuali che sputavano sangue infetto sulle forze dell’ordine" e martedì De Chirico, come già raccontato sopra, ha zittito e offeso due consigliere del Pd. "Tutte e tutti noi, come eletti e rappresentanti della città, abbiamo il dovere di mostrare che la politica è al servizio della cosa pubblica in maniera costruttiva – scrive Buscemi -. Nel mio discorso di insediamento ho detto, fin da subito, che non avrei accettato parole misogine, omofobe, razziste e violente. E nelle ultime due settimane si è invece verificato per ben due volte che venissero utilizzate espressioni fortemente discriminatorie di genere. Il linguaggio violento, come sapete, è uno dei temi che ho voluto affrontare in uno dei nostri incontri aperti alla città". La presidente ha evidenziato ancora di più la necessità di costituire una Commissione sul tema del linguaggio d’odio "e per questo coinvolgerò i capigruppo a breve. Sono convinta che tutti insieme sapremo far ritornare le parole giuste e un linguaggio utile al confronto democratico".

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