Il Policlinico milanese è centro di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica
Il Policlinico milanese è centro di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica

Milano, 19 luglio 2019 - Una bimba di sei anni affetta da un tumore al cuore, una patologia rara e considerata da più parti inoperabile. Una tecnologia avveniristica, come la realtà aumentata, a supporto del lavoro dei medici del Policlinico San Donato. Sono questi gli ingredienti di una storia a lieto fine, dove la giovane paziente è stata operata con successo nell’ospedale dell’hinterland milanese dopo una simulazione che ha permesso di ricostruire il suo cuore malato tramite un ologramma e indirizzare così in maniera più mirata l’intervento dei dottori che hanno trattato il caso.

Melissa, originaria dell’Albania, stava giocando in campagna, quando all’improvviso ha perso conoscenza. Il padre, che era con lei, ha pensato che la figlia fosse stata morsicata da un serpente velenoso. In realtà, Melissa era affetta da un tumore che si era sviluppato nella parete del cuore, sotto la valvola mitralica e le coronarie, e le provocava violente aritmie. Un quadro clinico tra i più delicati, la bimba era in serio pericolo. Con questa diagnosi la famiglia è stata indirizzata al Policlinico San Donato, centro di riferimento internazionale per la cardiochirurgia pediatrica, con oltre 500 interventi l’anno e 700 procedure di emodinamica interventistica pediatrica.

L’intuizione di Alessandro Giamberti, responsabile dell’unità operativa di cardiochirurgia delle patologie congenite del Policlinico, e del collega Massimo Chessa è stata quella di ricostruire il cuore compromesso di Melissa tramite un ologramma, una tecnologia nella cui sperimentazione il nosocomio sandonatese è impegnato. Così gli ingegneri biomedici del Politecnico di Milano Francesco Sturla, Filippo Piatti, Omar Antonio Pappalardo e Giovanni Rossini hanno creato una copia perfetta del cuore della bimba, permettendo a Giamberti, Chessa e alla collega Francesca Pluchinotta di simulare l’intervento, prima in laboratorio e poi in sala operatoria. «Per la prima volta abbiamo eseguito un intervento di cardio-chirurgia pediatrica col supporto della realtà aumentata. Questa tecnica interattiva permette di visualizzare l’organo, girarlo, sezionarlo e rimuoverne delle parti, in una simulazione continua – entra nel dettaglio Giamberti –. L’ologramma ci ha consentito di focalizzare la conformazione della massa e di decidere quale fosse la miglior via d’accesso e la modalità operativa. In questo caso la tecnologia si è rivelata un salvavita perché ci ha dato la certezza di poter enucleare il tumore, fortunatamente benigno, senza provocare danni. Questa esperienza, pionieristica, ha creato un precedente importante verso nuove e ulteriori applicazioni della realtà aumentata in medicina».

Dopo la rimozione del tumore («un passaggio necessario», come spiegano i medici, «perché la massa crescendo avrebbe potuto ostruire il flusso sanguigno»), Melissa è stata sottoposta ad una seconda operazione per il posizionamento di un defibrillatore, in via precauzionale. Tutto riuscito, ora la bambina potrà avere una vita serena.