Non è stata fissata la data per il via al piano da parte dell'assemblea
Non è stata fissata la data per il via al piano da parte dell'assemblea

Milano 13 febbraio 2019 - La riforma delle tariffe del trasporto pubblico e il rincaro del biglietto Atm in essa contemplato non entreranno in vigore ad aprile. L’ennesimo rinvio è certificato negli atti assunti ieri dal Consiglio d’amministrazione dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Milano, Monza, Lodi e Pavia. Nel dettaglio, il board ha formalmente adottato la proposta di riforma tariffaria nota da settimane apportandovi però alcune modifiche definite negli ultimi giorni per rendere più convenienti i titoli integrati su alcune tratte interurbane che risultavano invece penalizzate dalla prima versione del piano. Lo stesso board ha poi dato mandato al direttore dell’Agenzia, Luca Tosi, di verificare con le aziende del trasporto pubblico attive tra Milano, Monza e rispettive province quanto tempo abbisognino per trasporre dalla carta alla realtà le nuove tariffe.

La legge prevede infatti che la riforma possa partire solo dopo una gara, a meno che le Agenzie non raggiungano intese con le aziende. Queste ora dovranno valutare l’impatto delle nuove tariffe e capire le tempistiche per l’adeguamento degli apparecchi e dei software di biglietteria e controlleria e per l’allestimento di campagne informativa tra i passeggeri. L’assemblea dell’Agenzia, l’organo deputato ad approvare le tariffe e renderle operative, sarà convocata solo una volta avuti gli esiti della ricognizione compiuta tra le aziende. E allora sarà decisa la data di avvio della riforma. Ieri non è arrivata alcuna comunicazione a proposito. Ma si dava come escluso il primo di aprile. L’orizzonte temporale più plusibile è quello di luglio o, comunque, le settimane immediatamente successive alla chiusura delle scuole quando, per effetto del calo del volume di passeggeri, sarà meno rischioso testare il nuovo sistema e meno impegnativo mettere in campo eventuali correttivi che si renderanno necessari.

In questi mesi di intervallo l’Agenzia e il Comune cercheranno nel frattempo di riattivare il dialogo con la Regione. E per due motivi: si preferirebbe partire con un’integrazione tariffaria che includa fin dal primo momento anche i treni regionali e quindi Trenord e, secondo motivo, l’assenso della Regione all’operazione resta auspicabile per evitare impugnazioni e ricorsi legali. Che la si prenda dal punto di vista della percorribilità tecnica del provvedimento, che la si prenda dal punto di vista della percorribilità legale o, ancora, da un punto di vista più politico (meglio non dimenticare la campagna e la scadenza elettorale delle Europee), tale rinvio e gli argomenti forniti a corredo arrivano a un po’ sorpresa. Nelle scorse settimane sia il sindaco Giuseppe Sala sia l’assessore comunale alla Mobilità, Marco Granelli, avevano assicurato di voler e poter tirar dritto per la strada e nei tempi già individuati da Palazzo Marino. La Regione aveva invece espresso perplessità sulla possibilità di avviare la riforma nei tempi desiderati dal Comune.