VIOLETTA FORTUNATI
Cronaca

Bidella pendolare, la prof del liceo Boccioni: "Così aiutiamo Giuseppina a trovare casa"

Milano, il caso della 29enne che si sposta in treno da Napoli. Parla l'insegnante Francesca Alparone: "Quello di Giuseppina non è l'unico caso, collaboratori scolastici in difficoltà per il carovita"

Milano, 18 gennaio 2023 - "Nella mia scuola ci sono tantissime persone che si trovano nella stessa situazione di Giuseppina Giugliano. Così come nelle altre scuole di Milano e di tutto il Nord Italia. Perché in tutti gli istituti scolastici la maggior parte del personale ATA, che è formato da impiegati della segreteria e da collaboratori scolastici, arriva principalmente dal Sud. Quasi tutti le stesse problematiche economiche della nostra bidella". Parola di Francesca Alparone, insegnante di discipline plastiche al liceo artistico Boccioni di Milano: "È sempre successo che dal Sud salissero al Nord per lavoro. Ma prima si trasferivano con la famiglia, perché uno stipendio bastava a mantenere tutti. Ora non è più così e i giovani che arrivano a Milano non riescono ad andare avanti. Perché si scontrano con un’economia e costi completamente diversi da quelli cui sono abituati nel Meridione dove la vita costa molto, molto meno".

Francesca Alparone, insegnante di discipline plastiche
Francesca Alparone, insegnante di discipline plastiche

Come sta seguendo il caso di Giuseppina Giugliano, la 29enne napoletana che ogni giorno sale in treno da Napoli a Milano? "Tutti noi insegnanti stiamo aiutando Giuseppina a trovare un alloggio a prezzo accessibile. Da settembre incrocia faticosamente le tariffe di Italo e Trenitalia per trovare le offerte sulla tratta dell'alta velocità, compra i biglietti in anticipo di mesi per spuntare i prezzi migliori, accumula i punti e i ticket omaggio. La stiamo accompagnando per uscire da questa situazione. Vale per lei e per altri collaboratori scolastici in difficoltà".

Professoressa, come mai la maggior parte del personale ATA arriva dal Sud, in primis Campania e Calabria? "Quando si accede a una graduatoria viene richiesta una sede di preferenza e loro mettono una città del Nord per avere un punteggio più alto".

Poi, il duro impatto con la realtà milanese... "Quel che non capisco è perché, visto che qui a Milano si sa che arrivano tutti questi lavoratori dal Sud, non si faccia niente per aiutarli. Io faccio quello che posso per dare una mano ai collaboratori scolastici della mia scuola che come Giuseppina guadagnano sui mille euro al mese, ma ho provato sulla mia pelle che è un’impresa veramente ardua. Ci sono strutture che affittano stanze con cucina e bagno in comune sui 400 euro al mese, ma comunque sono situazioni difficili da trovare perché molto rare e quindi vanno “a ruba“. Secondo me sono anche difficili e disagevoli da vivere soprattutto se non sei più una ragazzina. Per gli appartamenti in affitto, spesso la firma del contratto è accompagnata da tre o sei mesi di caparra da pagare in anticipo, un costo che molta gente non è in grado di sostenere". 

Possibili soluzioni?  "Penso che come c’è la Casa dello Studente vicino alle università, ci potrebbe essere anche la Casa del Pendolare o di chi è precario o di che, come Giuseppina, lavora qui per nove mesi all’anno e che non può permettersi un appartamento in affitto, ma cerca un qualcosa a un prezzo calmierato. Trovo assurdo che non ci sia nulla di tutto questo in una grande metropoli come Milano. E mi stupisco che una città così all’avanguardia non riesca a far fonte a questa necessità. Eppure è un problema importante e attuale. Ed è a conoscenza di molti. Come se io sapessi che tutte le sere ho a cena un certo numero di persone e non preparo niente da mangiare, o preparo una minestrina per pochi e gli altri a bocca asciutta. I numeri dei lavoratori nella stessa condizione di Giuseppina, purtroppo, sono alti".

E non c’è solo Milano. "Certo. Anche Bologna, Padova e altre città del Nord che, anche se lì la vita costa un po’ meno che a Milano, sono comunque città non adatte per certi tipi di stipendio".