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Milano, 3 aprile 2018 - Badge elettronico al posto della «spunta» manuale per controllare le presenze dei vigili urbani? No, grazie. I sindacati della Polizia locale milanese si dichiarano nettamente contrari all’obiettivo indicato in una delibera del Comune dello scorso 23 marzo relativa alla direzione Sicurezza urbana guidata dal comandante dei «ghisa» Marco Ciacci. Nel documento si legge che «l’avvio a regime del sistema di gestione del personale che preveda la rilevazione delle presenze» è previsto dal settembre 2018, mentre «la rilevazione delle presenze con strumentazioni mobili» entro il 2019. I controlli elettronici delle presenze – fanno notare dal Comando della Polizia locale di piazza Beccaria – sono già in vigore per i vigili urbani di altre città italiane come Roma, Torino e Napoli.

Ma i badge «anti-furbetti» non convincono per nulla le sigle di categoria milanesi. Il segretario del DiCcap/Sulpm Daniele Vincini parla di «provvedimento spot inutile e controproducente» e spiega: «Invece di assumere i 300 agenti promessi dal sindaco Giuseppe Sala, il Comune ha deciso di adottare misure che altro non sono che fumo negli occhi. In tutti i recenti scandali che hanno coinvolto le pubbliche amministrazioni in cui sono stati beccati dei “furbetti del cartellino’’, infatti, il cartellino c’era e non pare abbia evitato il problema». Vincini difende a spada tratta il sistema della «spunta», perché «il controllo è visivo, a cura di un ufficiale responsabile che controlla il personale subordinato e accerta con i suoi occhi la presenza degli agenti evitando in tal modo ogni possibile abuso. Sostituire l’uomo con la macchina non sempre ha effetti positivi». Secondo il segretario del DiCcap/Sulpm, il controllo delle presenze con i badge creerà anche «effetti controproducenti» sulla produttività degli agenti, «con lunghe file per timbrare all’inizio e alla fine di un turno». Vincini, infine, preannuncia che la sua sigla sindacale «chiederà un incontro urgente con il Comando per evidenziare la nostra più assoluta contrarietà a questa iniziativa».

Scende in campo contro i badge anche Orfeo Mastantuono del Csa: «È grave che l’amministrazione comunale non abbia già informato noi rappresentanti dei vigili urbani su quelli che sono gli obiettivi progettuali per il 2018. Sì o no ai badge? I controlli delle presenze degli agenti ci sono già e sono efficienti, sono effettuati da graduati con la “spunta’’». Il Comando dei «ghisa» sostiene che con i badge quei graduati potranno occuparsi di compiti più importanti. «Questa motivazione non ci convince, la “spunta’’ comporta 15 minuti di impegno – replica Mastantuono –. Il comandante Ciacci sa bene che non non esiste forza di Polizia in Italia che timbri un cartellino. Chiederemo un incontro con il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo e il comandante Ciacci per confrontarci su questo tema».