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26 apr 2022

Gli Avvocati di Strada: "Dai pestaggi alle truffe, ecco i reati sui più deboli"

Cinquanta consulenze al mese in media allo sportello di piazza San Fedele. Domande in aumento. E adesso è allarme sfratti

simona ballatore
Cronaca
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Gli Avvocati di Strada

Ogni mese una cinquantina di persone bussa allo sportello dell’“Avvocato di strada“, in piazza San Fedele. Senza tetto, vittime di reati, persone che hanno perso tutto e che hanno bisogno di un supporto legale. E con la pandemia la richieste sono aumentate. Anche durante il lockdown gli “avvocati di strada“ erano riusciti ad allestire uno sportello da remoto, col supporto del dormitorio Jannacci. "Ma da maggio 2020 siamo stati tra i primi servizi ad aprire, tanta era l’urgenza", spiega l’avvocato Lorenzo Nicolò Meazza, 36 anni, nella squadra di volontari. Ha cominciato otto anni fa. Non ha mai smesso. "Volevo rendermi utile, con un volontariato “tecnico“, e così ho messo a disposizione per qualche ora al mese le mie competenze", racconta l’avvocato penalista.

L’utenza in questi anni non è cambiata. Bussano allo sportello soprattutto uomini anche se non mancano le donne, vittime di reati. A cambiare sono stati i motivi, a partire dalla violazione delle disposizioni di sicurezza durante il lockdown. "Chi non aveva una fissa dimora era impossibilitato a rispettare alcune normative emergenziali – spiega l’avvocato –. Al momento, tranne una contestazione che è stata subito annullata dalla Questura, non abbiamo ancora notizie di atti del procedimento e non sappiamo se si andrà o meno verso l’archiviazione". C’è stato poi il tema dei rallentamenti delle domande per il rilascio dei permessi di soggiorno: altro argomento caldo per cui si bussava spesso allo sportello. Con la fine della moratoria, si apre ora tutta la tematica degli sfratti, mentre crescono le domande sul reddito di cittadinanza. L’ultima emergenza è strettamente connessa alla guerra: "Spesso arrivano cittadini ucraini per chiedere il riconoscimento della protezione internazionale – continua il legale –. E ci aspettiamo un aumento delle richieste per la crisi economica, con nuovi “senza fissa dimora“".

Altro argomento delicato e non così raro: la sostituzione di persona. "Ci sono persone che hanno bisogno di un cellulare e di una connessione internet per commettere reati – spiega l’Avvocato di strada –. E in cambio di un panino o di 50 euro convincono un senzatetto a intestarsi un’utenza. Con quello che poi ne consegue, dopo le intercettazioni". Si presentano in piazza San Fedele il giovedì. Arrivano col passaparola, chiedono al dormitorio Jannacci. Gli avvocati hanno creato per loro anche una guida con indicazioni pratiche su dove trovare una doccia, un posto letto. E tornano a casa con storie di vita e di giustizia che è impossibile dimenticare. "Come la storia di un signore siciliano, che era stato picchiato da due ragazzi che giocavano in un campo di basket – racconta Meazza –. Mi ha chiamato dal letto dell’ospedale. Siamo riusciti ad assisterlo nel processo per tentato omicidio. La provvisionale era di 25mila euro. In appello lui non ha voluto chiedere al Pm di impugnare perché credeva che i ragazzi non volessero ucciderlo ma “fargli tanto male“. Siamo però riusciti ad aumentare la somma in appello a 70mila euro. Risarcimento col quale avrebbe potuto dare una svolta alla sua vita. Non ha fatto in tempo. È morto il 4 novembre, il giorno del mio compleanno, per le conseguenze di quelle ferite e del freddo. Ci eravamo affezionati a lui. Sapeva che ascoltavo De André, voleva iniziarmi a Jannacci con alcune cassette che conservava chissà dove. No n abbiamo fatto in tempo. Ma è una storia che porto con me".

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