Il sindaco di milano Beppe Sala
Il sindaco di milano Beppe Sala

Milano, 15 febbraio 2019 -  Si torna a discutere sull'autonomia di alcune Regioni, dopo l'alt arrivato giovedì sera in Consiglio dei ministri per il varo delle nuove norme per Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, anche per i dubbi di incostituzionalità del Mef. E forse proprio approfittando dell'ultimo rimpallo tra Lega e M5S, il sindaco di Milano Beppe Sala è interveunto sull'argomento. E lo ha fatto pubblicando un video sul suo profilo Facebook, nel quale invita Governo e Regioni a fermare l'iter per concedere maggiore autonomia a Lombardia, Veneto e Emilia Romagna per dare il tempo di chiarire i contenuti della proposta e discuterne.

"Io non è che sia contrario a istanze autonomistiche, non sono contrario al fatto che i territori chiedano di avere più ruolo e che si tolga una parte di ruolo al governo centrale, non è uno scandalo" ha premesso il sindaco."Faccio però tre osservazioni: la prima è, come ho detto più volte, che va fatto un riordino amministrativo locale in Italia, cioè 8.000 Comuni, più di 80 Province, 20 Regioni, 14 Città metropolitane sono troppe, è un sistema che appartiene al passato. Prima di chiarire come semplificheremo perché abbiamo già deciso che vanno favorite le Regioni? Io francamente questo non l'ho capito" si è chiesto Sala. La sua seconda osservazione riguarda "le interviste di uno dei presidenti di Regione che chiede più autonomia e più risorse il quale dice 'stiamo tranquilli, le Regioni del Sud non saranno penalizzate'. La moneta non si stampa quindi se non penalizzano le Regioni del Sud penalizzano le città e qui peggio mi sento". Il sindaco ha infine osservato di non avere "capito  sattamente di che cosa si sta parlando, magari voi sì anche se non credo, ma questa autonomia è avvolta da un mistero quindi il mio appello è molto semplice: fermatevi e discutiamo, chiarite agli italiani di cosa si sta parlando e poi credo che nessuno si mette preconcettualmente contro. A chi mi dice 'dovresti occuparti di Milano e non di temi nazionali' dico che sto facendo il sindaco di Milano, sto facendo in modo che Milano in questa fase venga tutelata perché, fino a prova contraria, noi la carretta la stiamo portando avanti eccome".

Dopo il sindaco di Milano, anche quello di Varese Davide Galimberti ha detto di non essere convinto del percorso che il Governo sta facendo sull' autonomia. E chiede che "venga fatta chiarezza sul lavoro che si sta facendo, che invece mi sembra si stia svolgendo in segrete stanze senza coinvolgere tutti quei territori che ogni giorno fanno andare avanti le città e l'Italia. Usciamo allo scoperto, diteci - dice in una nota - quale autonomia si sta delineando, chi coinvolgerà, in che termini, quali saranno i benefici e soprattutto che ripercussioni avrà sul sistema Italia". Il sindaco, eletto con il centrosinistra a Varese dopo quasi trent'anni di dominio leghista, spiega di voler capire di cosa si parli in concreto. "Ne hanno il diritto i cittadini, le regioni, i quasi 8000 comuni italiani e tutti gli enti che in un modo o nell'altro, nel bene e nel male, ne saranno coinvolti. Perché ovviamente siamo tutti d'accordo, e l'abbiamo sostenuto, che oggi i territori debbano avere più autonomia, più poteri decisionali e maggiore libertà nella disposizione delle risorse ma è anche vero che tutto questo non deve sfavorire nessuno, e in particolare i comuni che ogni giorno sono in prima linea per garantire risorse, servizi e la qualità della vita che i cittadini ci chiedono".