Autismo, l’appello delle mamme: "Servono più soldi e servizi"

A Melegnano le richieste di Fracta Limina, fondazione che aiuta i ragazzi con disturbi

Autismo, l’appello delle mamme: "Servono più soldi e servizi"

Autismo, l’appello delle mamme: "Servono più soldi e servizi"

Autismo e qualità di vita, "servirebbero più servizi e aiuti economici. Ora speriamo nella creazione di un centro specializzato a Melegnano". Alla vigilia della festa della donna, sono tre mamme di Fracta Limina, fondazione che aiuta i ragazzi con disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie, a raccontare difficoltà, timori e aspettative di chi convive quotidianamente con la disabilità.

Marisa Prete - 54 anni, impiegata nella pubblica amministrazione - e il marito Luigi sono i genitori di Federico, 22 anni. Papà e mamma se ne occupano alternativamente, "io grazie allo smart working e mio marito attraverso la 104 – racconta Marisa -. La collaborazione in famiglia è fondamentale, ma è altrettanto importante la presenza di strutture di supporto". Federico frequenta un centro specialistico a Mediglia, dove pratica nuoto e ginnastica; segue anche corsi di basket e canoa con Fabula, cooperativa sociale che collabora con Fracta Limina. "Spesso i centri di aiuto sono privati – prosegue Marisa - e questo comporta costi importanti a carico delle famiglie. Nel pubblico infatti i posti sono pochi e lunghe le liste d’attesa".

"Conciliare il lavoro con la famiglia non è semplice, tanto più che i nostri ragazzi non possono essere lasciati soli. Si è costretti a scelte che portano a ridimensionare anche la vita sociale", aggiunge Paola Tonella, 50 anni, addetta alle vendite in un grande magazzino, moglie di Fabio e mamma di Luca, un 17enne amante della musica, del ballo e della fotografia. "Quando devi affidare tuo figlio ad altri, è importante saperlo in buone mani, con educatori capaci di stabilire anche un contatto empatico".

Ora si spera di poter dare le ali a Icaro, il progetto di Fracta Limina che prevede, a Melegnano, la creazione di un centro per l’autismo e la neurodiversità. Si chiamerà AUTentica e sorgerà dal restyling dell’ex oratorio femminile di viale Predabissi. La struttura sarà comprensiva di alcuni appartamenti per il "dopo di noi". "Il dopo di noi riguarda il futuro dei nostri figli, quando noi genitori non saremo più in grado di seguirli: in questo senso il progetto Icaro ci dà una speranza", dice Sara Vaccaro, 55 anni, impiegata, moglie di Maurizio e mamma di Mattia, 18 anni.

Nelle intenzioni, il centro AUTentica non sarà rivolto solo alle persone con disabilità, ma ospiterà spazi ed eventi aperti al territorio.

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