Il battaglione di azione rapida dell'esercito bengalese a Dacca
Il battaglione di azione rapida dell'esercito bengalese a Dacca

Milano, 2 luglio 2016 - Risparmiata perché conosceva il Corano, ma non sarebbe bastato senza un abito tradizionale. La nipote del console generale del Bangladesh di Milano ha scampato così la morte insieme a un'amica nell'attacco terroristico a Dacca. Jeans e maglietta sono stati fatali per una loro conoscente che conosceva i versetti di Maometto ma esibiva un look non ritenuto consono dai terroristi, che così non le hanno lasciato scampo. E' l'agghiacciante scenario vissuto dalle ragazze sequestrate nel ristorante Holey's Artisan Bakery, dove sono state uccise 20 persone, di cui 9 italiani.

Il console generale di Milano Ahmed Rezina, ha raccolto il racconto della nipote e lo ha riferito al console per il Veneto Gianalberto Scarpa Basteri. La ragazza - racconta Scarpa Basteri - era stata bloccata assieme agli altri e durante l'estenuante attesa dopo l'assalto terroristico è stata interrogata assieme ad una sua amica sulla propria fede religiosa. Era con l'abito tradizionale, il shari, così come la sua amica. Proprio la recita di alcuni brani, la dimostrazione della fede musulmana e l'abito hanno fatto sì che i terroristi le risparmiassero e permettessero loro di allontanarsi. Ad una terza ragazza, bengalese e musulmana, la professione di fede e la conoscenza del corano non sono bastate. Per lei sono stati fatali gli abiti occidentali, jeans e maglietta, che l'hanno condannata a morte. Nell'attacco sono morti 9 italiani, su 20 vittime totali. (SCHEDA - Chi sono le vittime italiane)