Milano, 5 gennaio 2018 - Oltre 17miila firme raccolte on line nel giro di soli cinque giorni. La protesta contro l’annunciato rincaro dei biglietti e degli abbonamenti Atm sta montando sul web a velocità supersonica e con numeri di assoluto impatto. Soprattutto se si considera che l’annuncio degli aumenti è stato scandito e confermato dal sindaco Giuseppe Sala il 29 dicembre e la petizione è stata avviata il giorno successivo. Detto altrimenti: le feste non hanno affatto distratto i milanesi e i pendolari dai problemi di tutti i giorni. La raccolta firme è stata lanciata da Benedetta Cirillo, studentessa universitaria, su change.org, la piattaforma internet fatta apposta per riunire i cittadini in una sola causa. E alle 20.20 di ieri risultava sottoscritta da 17.525 internauti. Tanti.

Doveroso e opportuno procedere ad un controllo dei profili di quanti hanno via via supportato la petizione semplicemente per capire il peso reale di questi click. Su «change.org» compare nome e cognome di chi sottoscrive una raccolta firme e spesso e volentieri anche la città dalla quale clicca, il dato che più conta. Scorrendo l’elenco dei sostenitori ci si imbatte, allora, in tantissimi profili localizzati a Milano e in diversi profili localizzati in Comuni dell’area metropoltiana milanese quali Rho, Corsico, Cormano, San Giuliano Milanese, Parabiago e Trezzo sull’Adda. Quindi profili dalle province vicine (Monza, Brugherio, Biassono) e meno vicine quali Bergamo, Verbania, Novara e Brescia ma comunque afferenti, quanto a flussi di spostamento, all’area milanese. Per essere chiari: buona parte di chi ha scelto di appoggiare la petizione è fatta da persone che, dal primo gennaio del 2019, se tutto sarà confermato, subiranno davvero e sulla propria pelle gli aumenti di biglietti e abbonamenti Atm, pur non mancando profili invece localizzati in città lontane e in qualche caso addirittura in Paesi esteri.

La riprova dell’autenticità della protesta, a dispetto della natura apolide del web, sta nei commenti pubblicati dai firmatari per spiegare la ragione del loro supporto alla causa. Ragioni che si possono suddividere in due categorie. La prima: questi rincari sono ancor più contestati perché tra i pendolari c’è, piaccia o no, la netta sensazione che Comune e Atm non facciano nulla contro chi non paga il biglietto, contro chi salta il tornello. La seconda: le tariffe attuali vengono già considerate care. Ecco, allora, un inventario dei commenti, tutti firmati con nome e cognome. «Sarebbe più intelligente – scrive Alessia Rossi – assicurarsi che tutti coloro che usufruiscono del servizio Atm acquistino il biglietto, quando tale controllo sarà implementato e ci si sarà assicurati che tutti paghino, vedrete che il denaro sarà più che sufficiente». «Aumentare i controlli facendo pagare tutti» posta Roberto Accorsi. «Firmo perché prima di aumentare il biglietto devono fare in modo che tutti lo paghino» protesta Giovanni Albanesi». «Invece che aumentare il costo del biglietto iniziate a intensificare i controlli in modo che tutti, ma proprio tutti, paghino il biglietto» rincara Arianna Liuzzo. «Sul tram non timbra mai nessuno, sulla metropolitana saltano i tornelli...possibile che sempre gli stessi devono pagare!», è lo sfogo di Patrizia Ruggiero. Quindi il secondo argomento. «Due euro per un biglietto? In vecchie lire fa...una vergogna!»: Denise non le manda a dire.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net