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26 mar 2022

Area B e C, dal primo ottobre le nuove regole per i veicoli diesel

La Giunta ha approvato la delibera che pone fine al congelamento dei divieti imposto dalla pandemia

Si riaccende la polemica sulle scelte dell’esecutivo di Palazzo Marino per il contrasto all’inquinamento e al traffico nel centro e nel resto della città
Area B e C

Milano -  Dal primo di ottobre i veicoli Euro 4 ed Euro 5 diesel potranno entrare e circolare in Area B – la zona a basse emissioni grande quasi come tutta Milano – solo se dotati di Move In, la scatola nera promossa dalla Regione Lombardia che consente la libera circolazione nelle zone a traffico limitato a patto che si resti al di sotto di un determinato tetto di chilometri annui. Nel dettaglio, per i diesel Euro 5 il chilometraggio massimo consentito in Area B è di duemila chilometri all’anno, una soglia valida fino al 30 settembre 2024, salvo cambiamenti di rotta già nei prossimi mesi o nei prossimi anni. Per i diesel Euro 4 il chilometraggio massimo consentito all’interno della zona a basse emissioni è, invece, di 1.800 chilometri annui.

Per quanto riguarda , invece, Area C – la congestion charge del centro città – sempre dalla data del primo di ottobre del 2022 entreranno in vigore i divieti finora rimandati a causa dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Coronavirus. Detto altrimenti: da ottobre sarà vietato l’ingresso entro la Cerchia dei Bastioni ai veicoli Euro 2 a benzina, Euro 3 ed Euro 4 diesel con filtro antiparticolato (Fap) di serie e con campo V.5, nonché agli euro 0, 1, 2, 3 e 4 diesel con filtro antiparticolato after-market installato entro il dicembre 2018 e con classe di adeguamento per la massa di particolato pari almeno agli Euro 4 e agli Euro 5 diesel. Non è finita, però: "Ai veicoli soggetti ai divieti ambientali entrati in vigore a decorrere dall’11 gennaio 2021 è concesso di usufruire della deroga dei 50 giorni di accesso, anche non consecutivi, nel periodo compreso tra la data del primo accesso avvenuto e la data del 30 settembre 2023": questo è quanto si legge nel comunicato diramato ieri dal Comune. L’una e l’altra scelta – quella relativa ad Area B e quella relativa ad Area C –, infatti, sono state appena approvate dalla Giunta comunale, che ha quindi deciso di riabilitare le regole di Area B e Area C proprio a partire dal primo di ottobre scartando l’altra ipotesi allo studio: quella di giugno.

«La fine dell’emergenza sanitaria è imminente – spiega l’assessore comunale alla Mobilità, Arianna Censi – e l’entrata in vigore delle norme, dopo la proroga del settembre scorso, necessita di una adeguata e preventiva comunicazione. Inoltre, per coerenza con l’abituale data del primo ottobre, indicata da sempre come quella di introduzione delle nuove regole, è stato deciso di protrarre all’autunno i divieti previsti per le Ztl milanesi".

Contrario alla deroga concessa ai diesel Euro 4 e 5 in Area B è Carlo Monguzzi, consigliere comunale di Europa Verde e presidente della Commissione Mobilità di Palazzo Marino: "Nel Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile si legge che la percorrenza media di un mezzo diesel in Area B è di 5,5 chilometri al giorno, un dato che moltiplicato per i 365 giorni che ci sono in un anno fa duemila chilometri. Detto altrimenti: grazie all’espediente di Move-In si concede ai veicoli diesel Euro 4 e 5 la piena libertà di circolare in Area B. Non si tratta di una semplice deroga".

Critico, ma per ragioni diverse, anche Andrea Mascaretti (Fratelli d’Italia), vicepresidente del Consiglio comunale: "Dal primo ottobre ci saranno nuovi divieti. La Giunta ha deliberato di modificare la disciplina viabilistica di Area B e di Area C colpendo nuovamente i milanesi a basso reddito. Sono scelte inique che non si possono accettare. Chi, in questo momento di crisi non può permettersi di comprare un’auto nuova per cambiare quella vecchia, per decisione della Giunta dovrà andare a piedi. Sembra di essere sotto un’antica monarchia quando i ricchi andavano in carrozza e i poveri a piedi. Scelte illiberali che non si possono condividere perché finiscono per limitare sempre più la libertà di spostamento dei cittadini".

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