Anna Albertinelli, 22 anni e l’eredità di ‘papà’: "Prenderò io le redini del gregge"

La giovane si considera la figlia del pastore Giuseppe Salvi. Da anni gli dà una mano a gestire le sue ottocento pecore durante la transumanza

Anna Albertirelli e Giuseppe Salvi
Anna Albertirelli e Giuseppe Salvi

Milano – Anna Albertinelli, 22 anni, si considera la figlia del pastore Giuseppe Salvi. Da anni gli dà una mano a gestire le sue ottocento pecore durante la transumanza e un giorno – giura - prenderà le redini del gregge.

"È lui che chiamo papà, anche se non c’è mai stata una procedura ufficiale di adozione", racconta Anna. L’incontro fra i due è avvenuto a Schilpario, piccolo comune della provincia di Bergamo, dove Salvi ha la stalla. "Abito anche io lì. A 4 anni i miei hanno divorziato, sono stati i primi a farlo nella Val di Scalve, creando un certo scandalo, e il mio padre biologico è praticamente sparito. I miei compagni a scuola a volte erano proprio crudeli. Assieme a mia sorella più piccola per svagarci dopo l’asilo andavamo da mia cugina, la moglie di Salvi, che aveva un allevamento. Gli animali durante l’infanzia sono stati i miei migliori amici".

Anna, nonostante la passione agreste, però non ha mollato gli studi. Dopo il diploma agrario a Noverasco si è iscritta all’università: Scienze biologiche all’università di Vercelli e Giurisprudenza in un ateneo telematico.

«Il tempo per studiare per gli esami? Cerco di ritagliarmelo di notte, se non mi addormento sul tavolo…". Di giorno dà una mano a governare le pecore. "Papà le sa distinguere tutte, è un fenomeno, io faccio più fatica ma ho le mie preferite, come Piera, Fiorella, e i due agnellini tenerissimi appena nati, Charlotte e Scarlett".

"La pecora – prosegue - è una razza da carne. Mi dispiace ovviamente quando, dopo sei o sette anni, me ne devo separare, ma sono consapevole che questi animali hanno condotto una vita dignitosa, libera e all’aria aperta, non rinchiusa in gabbie. La pastorizia è una forma di allevamento etico e non intensivo. Non usiamo mai mangimi o concentrati, gli animali si nutrono solo con l’erba del pascolo, gli antibiotici sono somministrati solo se è strettamente necessario. Ci teniamo a tutelare il loro benessere. Gli agnelli rimangono con la madre fino ai 6-7 mesi e vengono svezzati naturalmente".

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