MASSIMILIANO MINGOIA
Cronaca

Ambrogini d'oro: standing ovation per Sandra Girardelli e tributo alla Resistenza

Sandra Girardelli riceve una standing ovation agli Ambrogini d'oro. Tributi anche a Roberto Cenati e ad altre personalità milanesi.

Sandra Girardelli riceve una standing ovation agli Ambrogini d'oro. Tributi anche a Roberto Cenati e ad altre personalità milanesi.

Sandra Girardelli riceve una standing ovation agli Ambrogini d'oro. Tributi anche a Roberto Cenati e ad altre personalità milanesi.

Quando il cerimoniale del Comune chiama il suo nome, quello della staffetta partigiana Sandra Girardelli, il pubblico del Teatro Dal Verme si alza in piedi per tributarle una “standing ovation“. L’applausometro raggiunge il livello più alto della cerimonia di ieri per gli Ambrogini d’oro e da una parte della platea di alza il coro "Ora e sempre Resistenza". Lei, Sandra, quasi 100 anni di vita alle spalle, sorride al fianco del sindaco Giuseppe Sala e della presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi e al termine della cerimonia spiega che "la medaglia d’oro mi ha commosso perché non me l’aspettavo. Spero di essermela meritata".

Girardelli gira ancora per le scuole, perché "i ragazzi sappiano come sono andate veramente le cose. La guerra è sempre brutta, anche se la si vince. I valori della Resistenza in me sono vivi ogni giorno. Ho anche sposato un partigiano. Siamo stati 65 anni insieme felicemente".

Un tributo alla Resistenza e all’antifascismo è anche l’Ambrogino d’oro all’ex presidente provinciale dell’Anpi, Roberto Cenati, accolto sul palco dall’urlo "Bravo Roberto". Un riconoscimento che arriva dopo le sue dimissioni dello scorso 7 marzo dalla guida milanese dell’Anpi, in dissenso sull’uso troppo disinvolto da parte dell’Anpi nazionale della parola "genocidio".

Dalla storia al calcio. Da momenti di commozione a un attimo di delusione. I tifosi del Milan si aspettavano che l’ex fuoriclasse rossonero Andriy Schevchenko ritirasse in presenza la sua Medaglia d’Oro. Ma non è andata così. Sala e Buscemi consegnano il riconoscimento all’amico, manager e responsabile del dipartimento leggende della Fifa Donato Albanese.

L’applausometro, comunque, continua a funzionare su livelli alti anche per gli attestati all’associazione Libertà e Giustizia – a ritirare il premio c’è il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, piacevolmente stupito, "da torinese", per la sobrietà della cerimonia meneghina –, all’associazione Puntozero che aiuta nel reinserimento i detenuti nel carcere minorile Beccaria, al fotografo Andrea Cherchi e alla squadra di calcio milanese multietnica St. Ambroeus Fc. Tra le Medaglie d’oro, oltre a quelle citate, tanti applausi per Mario Donadio, che negli ultimi anni ha riciclato computer e giochi da regalare alle famiglie più bisognose. Donadio sale sul palco con un peluche rosso a forma di cuore e un altro di Super Mario. Consensi anche per la dirigente scolastica Milena Piscozzo.

Tutti in piedi, intanto, per gli Ambrogini alla memoria del fondatore dell’Urania Basket Luigi Cremascoli, per l’avvocatessa ed ex assessora Roberta Guaineri, per il giornalista disabile Antonio Malafarina e per il maestro di marcia Pietro Pastorini. Sala, alla fine, riprende brevemente la parola: "Tutti noi non possiamo perdere la speranza che Milano faccia tutto il possibile per offrire soluzioni ai problemi. Sono grato ai milanesi perché fanno sentire a tutti noi la volontà di seguire una via e di dare una mano". L’anno scorso non aveva voluto parlare in polemica per le scelte di parte sui premiati. Quest’anno, invece, ha preso la parola due volte.