Musica e schiamazzi fino alle 3 di domenica. Dodici ventenni in un’abitazione di via Garofalo, a due passi da piazza Piola. Il tutto in barba alle normative anti-Covid e in pieno coprifuoco. È il secondo caso di party illegali organizzati da studenti universitari, che, come quelli che frequentano le superiori, sono costretti da mesi a seguire le lezioni solo a distanza; aggiungeteci che i divieti anti-contagi hanno di fatto azzerato tutte le occasioni di incontrarsi di sera (pub e ristoranti sono aperti solo per asporto...

Musica e schiamazzi fino alle 3 di domenica. Dodici ventenni in un’abitazione di via Garofalo, a due passi da piazza Piola. Il tutto in barba alle normative anti-Covid e in pieno coprifuoco. È il secondo caso di party illegali organizzati da studenti universitari, che, come quelli che frequentano le superiori, sono costretti da mesi a seguire le lezioni solo a distanza; aggiungeteci che i divieti anti-contagi hanno di fatto azzerato tutte le occasioni di incontrarsi di sera (pub e ristoranti sono aperti solo per asporto e delivery) ed ecco due motivi che potrebbero aver spinto quei gruppi di giovani a violare le regole. Va detto, d’altra parte, che norme e restrizioni riguardano tutti e che la stragrande maggioranza dei cittadini sta continuando a seguirle, pur con fatica. La chiamata alla centrale operativa dei carabinieri è arrivata alle 3.40: diversi inquilini del condominio hanno segnalato il baccano proveniente dall’appartamento in cui vivono due fratelli di 22 e 24 anni.

I militari del Radiomobile sono arrivati in via Garofalo e hanno accertato che in quell’abitazione c’erano altri dieci ragazzi, tutti maggiorenni e studenti universitari: sia i padroni di casa che gli ospiti (mandati subito via e invitati a rientrare ai rispettivi domicili) sono stati sanzionati con una multa di 400 euro. Quaranta minuti prima, alle 3, gli uomini della pattuglia mobile di zona della Compagnia Duomo erano intervenuti in un bar di via Piccinni, tra corso Buenos Aires e viale Abruzzi, dov’era in corso una vera e propria festa privata: in dieci sono stati identificati e multati per aver violato il divieto di assembramento in luoghi aperti al pubblico, per non aver indossato i dispositivi di protezione individuale e per non aver rispettato il coprifuoco. Inoltre, il locale è stato segnalato alla Prefettura in vista di un probabile provvedimento di chiusura di cinque giorni. A proposito di locali, nel corso dell’ultimo weekend i carabinieri del Comando provinciale hanno monitorato con particolare attenzione gli esercizi commerciali i cui titolari hanno deciso di aderire all’iniziativa di protesta "Io apro": tra Milano e hinterland, i militari hanno controllato complessivamente 214 persone, multandone 68.

Inoltre, sono stati eseguiti accertamenti su cinque locali: i titolari sono stati multati, e in quattro casi è scattata la chiusura immediata di cinque giorni (con relativo report inviato a Palazzo Diotti per successive valutazioni). In caso di ulteriori violazioni, la normativa prevede il raddoppio della sanzione amministrativa e la sanzione accessoria della chiusura fino a un massimo di trenta giorni.

Nicola Palma