Milano, 15 maggio 2020 - Milano si risveglia sott'acqua. Nella notte un violento temporale ha fatto esondare il Seveso da Niguarda fino all'Isola. Le strade si sono trasformate in torrenti e la forza dell'acqua ha spazzato via alcune linee di tram e abbattuto alberi. Numerosi gli allagamenti e centinaia le richieste di interventi ai Vigili del fuoco, impegnati per tutta la notte assieme alle squadre di MM servizio idrico alla protezione civile e a 30 pattuglie di polizia locale impiegate in ausilio. In mattinata la comunità residenziale terapeutica di don Antonio Mazzi è stata evacuata per il rischio esondazione del Lambro-

Solo nel corso della mattinata l'esondazione del Seveso, durata quasi 5 ore, è rientrata. In una notte sono caduti a Milano circa 100 millimetri d'acqua, con punte di 130 millimetri, circa un terzo della pioggia caduta in città da gennaio ad oggi. L'esondazione dei fiumi Seveso e Lambro, iniziata intorno alle ore 3, si è chiusa alle 8 di questa mattina, si spiega da Palazzo Marino. Il Comune di Milano aveva diramato ieri l'allerta arancione per rischio idrogeologico, disponendo l'attivazione del Centro operativo comunale dalle 18 e attivando anche gli avvisi alla popolazione via mail e via telefono. Restano allagati i sottopassi Gattamelata, Negrotto, Leoni-Toscana, Istria e Sarca-Pallanza, mentre è spento un impianto semaforico all'intersezione Zara-Marche. Diverse le ondate di piena tra le 2 e le 6 di questa mattina. In zona 9, tra Zara e Niguarda - in base a quanto riportano i cittadini - molte vie sono rimaste senza elettricità, tante anche le case e le cantine allagate. In via Valfurba, intorno alle 2.30 di notte i tombini sono letteralmente scoppiati rilasciando fiumi d'acqua nelle strade.  Nella notte, come ha fatto sapere l'assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici di Milano, Marco Granelli, il Seveso a Cesano Maderno è salito di 16 cm in 15 minuti, a Niguarda in via Valfurva 86 cm in 10 minuti, 8 cm al minuto. "E poi dicono che le vasche non servono", ha commentato Granelli.

Evacuata la comunità di Don Mazzi

Quindici ospiti della Fondazione Exodus, ai quali vanno aggiunti tre educatori, che alle 5 di stamani sono stati costretti dalle autorità a evacuare per precauzione la sede milanese della comunità fondata da don Antonio Mazzi per il rischio di esondazione del Lambro. Lo ha riferito il segretario generale della Fondazione, Franco Taverna. Si tratta di persone che lottano contro diverse dipendenze o che stanno scontando provvedimenti di esecuzione penale esterna al carcere. "Ci hanno fatti andare via stamani verso le 5, eravamo allertati, tanto che erano già state preparate le comunicazioni a magistrati per i trasferimenti in una struttura di appoggio in provincia di Pavia" has piegato Taverna. Exodus ha ricevuto in assegnazione la Cascina Molino Torrette all'interno del Parco Lambro nel 1989, diventata la prima sede storica dell'associazione benefica.

Blackout elettrici

In alcuni quartrieri colpiti dal nubifragio è saltata la corrente elettrica, che è stata poi ripristinata dalle squadre di Pronto Intervento di Unareti che sono al lavoro ininterrottamente dalla scorsa notte. "Sono state ri-alimentate gran parte delle utenze e gli sforzi si stanno concentrando sui punti più critici - spiega il gruppo in una nota - nel corso della notte Unareti ha più che raddoppiato il numero delle squadre di pronto intervento in servizio, schierando 10 squadre dotate di pompe per effettuare le operazioni di svuotamento delle cabine elettriche allagate, che prima di poter essere ripristinate necessitano di accurate operazioni di asciugatura della durata di alcune ore. Unareti invita a segnalare eventuali problemi esclusivamente al numero di pronto intervento 800.933.301.

Atm, disagi alla circolazione

L'esondazione del Seveso causa disagi anche alla circolazione di bus e metro. In mattinata i treni della linea M2 sono sostituiti da bus nelle tratte Famagosta-Assago e Famagosta-Abbiategrasso. Quelli della M3, invece, hanno saltato la fermata Zara quelli della M5 le fermate Marche e Zara. Limitate, inoltre, le corse di quattro linee di tram e di tre bus mentre il filobus 90/91 e 92 utilizza dei bus di rinforzo tra le fermate Appio Claudio e Mac Mahon. La situazione è gradualmente tornata alla normalità in metropolitana mentre la circolazione è fortemente rallentata sulla rete di superficie.

Qui hinterland

Il maltrempo ha creato problemi anche nell'hinterland, in paritocolare nella zona sud dove è esondato il Lambro meridionalecostringendo i sindaci a chiudere la Sp Vigentina. Problemi anche nelal perfieria ovesto, a Baranzate e Bollate, dove si registrano sottopassi e cantine allagate.