Allarme migranti, primo cittadino all’attacco: "C’è il rischio tendopoli"

Allarme migranti, primo cittadino all’attacco: "C’è il rischio tendopoli"

Allarme migranti, primo cittadino all’attacco: "C’è il rischio tendopoli"

Paventa il "rischio tendopoli" in città e la chiusura di molte aziende per mancanza di mano d’opera. Il sindaco Giuseppe Sala, dopo aver firmato con altri cinque primi cittadini di centrosinistra la lettera che contesta la modifica del decreto Cutro con l’abolizione della protezione speciale per i migranti, torna sul tema su SkyTg24: "Le emigrazioni sono un fatto che c’è sempre stato e che c’è. Va governato e non ideologizzato. Con questi interventi “spot’’ alla ricerca del consenso non si risolve granché. Quando hai l’opportunità di cercare di regolamentare un flusso e di regolarizzare chi viene, perché perdere questa opportunità?".

Il sindaco sottolinea che bisogna usare un po’ di pragmatismo per affrontare la questione migranti: "Conoscendo il tessuto produttivo milanese, sa quante aziende chiuderebbero se non avessero questa forza lavoro? E noi pensiamo ancora di poter raccontare ai nostri figli che avranno una pensione, se non coinvolgiamo anche chi non è italiano di origine nella creazione della ricchezza che permette di pagare le pensioni? Ci vuole cuore ma anche pragmatismo".

C’è il rischio tendopoli senza protezione speciale? " I dati relativi ai rimpatri non sono dati molto elevati – replica il sindaco –. Non è che i migranti che arrivano poi si volatilizzano, rimangono qua. Il rischio tendopoli c’è, come ha sottolineato il sindaco di Bologna Lepore. La questione non si risolve dicendo “metto un blocco’’, perché quando arrivano sono sul nostro territorio. Bisogna trovare formule per sapere dove sono e chi sono".

Sala chiede che il Governo Meloni ascolti i sindaci: "In decisioni del genere, chiediamo che l’esecutivo ci coinvolga. Abbiamo un problema specifico, quello dei minori non accompagnati, circa duemila a Milano. Vogliamo una mano".

M.Min.