Digos alla commemorazione per Navalny: “Equivoco nato dal numero di manifestanti”

Secondo la questura, i partecipanti erano di più rispetto a quelli segnalati. Anche Piantedosi ha replicato alle polemiche

A sinistra le immagini e i fiori in ricordo di Navalny e a destra il dissidente politico russo

A sinistra le immagini e i fiori in ricordo di Navalny e a destra il dissidente politico russo

Milano, 19 febbraio 2024 – Dopo le polemiche riguardo l’identificazione dei partecipanti alla commemorazione di Alexei Navalny, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e la polizia hanno spiegato le ragioni dell’identificazione, alla cui base ci sarebbero degli equivoci.

Secondo la ricostruzione che si è appresa oggi in Questura, la commemorazione sarebbe stata regolarmente "preavvisata" sabato pomeriggio da una email generica che avrebbe segnalato la presenza di non più di tre persone. Il promotore Boris Gonzhalenko, sconosciuto agli atti d'ufficio, avrebbe omesso anche di allegare una copia del documento d’identità o un passaporto russo, omettendo anche di precisare l’orario dell’iniziativa: informazioni che vengono ordinariamente indicate nell’atto di preavviso.

La nota sarebbe stata, come da prassi, diffusa alle pattuglie: il personale si sarebbe poi recato sul posto per identificare compiutamente il promotore dell’iniziativa, che però a detta della polizia non era presente e questo avrebbe portato all’identificazione del gruppo di presenti. 

Dalla Questura si sottolinea che l’identificazione al gruppo di persone presenti, a fronte delle tre preannunciate, era finalizzato semplicemente a verificare con esattezza l’identità del promotore; “l’identificazione di tutti i presenti, non aveva alcuna finalità di impedire l'esercizio delle libertà dei partecipanti all’iniziativa", si legge nella nota.

La replica di Piantedosi

“L'identificazione delle persone è un'operazione che si fa normalmente nei dispositivi di sicurezza del territorio. Mi è stato riferito che il personale che aveva operato non avesse piena consapevolezza”, ha riferito il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi in risposta alle polemiche.

La risposta di Piantedosi è arrivata alla Prefettura di Milano dove il ministro ha evidenziato: "È capitato anche a me nella vita di essere identificato, non credo che sia un dato che comprime una qualche libertà personale”.

Annaviva: “Ammutoliti. Perché identificarci?”

Nel frattempo Annaviva, l’associazione che si occupa di mantenere in vita la memoria di Anna Politkovskaja ha deciso di tornare nei giardini Politkovskaja alle 17 di oggi. "In effetti come abbiamo fatto a non pensarci, i fiori sotto una targa per commemorare un defunto sono sempre un atto sovversivo e di grande disturbo dell'ordine pubblico. Si tratterà forse di allergia? Alle 17 ci troviamo di nuovo lì, a portare un fiore a Navalny ai Giardini Politkovskaja".

“Ha ragione il Ministro dell'Interno a dire che l'identificazione delle persone rientri nelle facoltà della Polizia – si legge in conclusione al post – e infatti tutti i presenti hanno dato i documenti (fotografati uno a uno) e fornito l'indirizzo di casa come richiesto. La domanda è perché?". 

Marina Davydova, dell’associazione ha raccontato quanto accaduto: “Non abbiamo fatto nulla di male. Siamo rimasti stupefatti, noi e anche gli italiani che si sono sentiti come in Russia e i russi si sono spaventati tantissimo: sono persone scappate dal regime”.

"Ci siamo riuniti per commemorare Navalny, non era una manifestazione. Volevamo solo lasciare una foto o un fiore. Una decina di persone in silenzio. Quando siamo arrivati - ha aggiunto Davydova - c'era già personale in borghese che ci stava aspettando”.

Presidio in piazza Scala

Questa sera, sempre a Milano, in piazza Scala alle 19 è previsto un presidio per Navalny. "Scenderemo in Piazza della Scala per ricordare Alexey Navalny. Portate torce, lumini o qualsiasi altra cosa sicura per la gente attorno. Navalny è vivo nei nostri cuori!" è l'invito pubblicato sulla pagina Facebook della Comunità dei russi liberi. 

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