Alberto Genovese
Alberto Genovese

Milano, 26 gennaio 2021 -  L’indagine sul fronte finanziario che riguarda il mago delle startup Alberto Genovese, il 43enne attualmente in carcere per aver sequestrato e stuprato per venti ore una 18enne, promette di riservare sorprese. La procura sta verificando se l’ex prodigio della finanza avesse altre entrate "offshore", occultate al Fisco, o spendesse i soldi del patrimonio già accumulato con la vendita delle sue start up. Proprio in questo quadro di indagini gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, coordinati dal pm Paolo Filippini e dall’aggiunto Letizia Mannella, hanno acquisito documenti su una trentina di conti correnti personali di Genovese e finanziarie con cui ha effettuato operazioni economiche. Gli investigatori puntano ad individuare anche eventuali movimentazioni finanziarie all’estero legate a società a lui riconducibili e che si troverebbero in Svizzera e in Lussemburgo. Negli ultimi anni avrebbe dichiarato al Fisco redditi non da ricco imprenditore, ma da dipendente abbiente e allo stesso tempo, però, ha mantenuto uno stile di vita fatto di droghe e altri eccessi, di feste da almeno 100mila euro l’una, di jet privati e vacanze di lusso.

Genovese è indagato anche per intestazione fittizia di beni proprio in relazione ad alcune società a lui riferibili e schermate all’estero. Iscrizione finalizzata ad accertamenti che riguardano presunti profili di frode fiscale e riciclaggio. Inquirenti e investigatori, infatti, vogliono capire se per mantenere quel lussuoso ed eccessivo tenore di vita Genovese spendesse davvero soltanto soldi del suo patrimonio. Si parlò di incassi milionari con la vendita delle startup.

Il sospetto, però, è che le spese di Genovese possano essere state foraggiate da altre entrate nascoste all’Erario, intestando ad altre persone società a lui riconducibili. Sul fronte delle violenze, intanto, l’aggiunto Mannella e il pm Rosaria Stagnaro stanno lavorando per chiudere il quadro degli elementi probatori sugli abusi, tra Milano e Ibiza, messi a verbale dalle altre cinque ragazze.