Milano, 24 aprile 2018 - «Non immaginatelo come un anziano remissivo: Umberto è una persona di polso, attiva e anche un po’ rompiscatole. E lo dico con affetto». Parola di Mario Merli, un vicino di casa di Umberto De Zordo, l’uomo aggredito nell’atrio di casa da un rapinatore che lo ha ridotto in fin di vita. Al civico 8 di via dei Valtorta non si parla d’altro. Un condominio signorile in zona Turro, che racchiude 5 palazzine.

Settantotto anni, ex dirigente d’azienda da tempo in pensione, il signor De Zordo è noto nel caseggiato: consigliere del condominio, è descritto come «il più attivo». Suo il merito, spiegano i vicini, se tra il palazzo e la strada è stato montato uno specchio per aumentare la visuale delle auto e ridurre il rischio di incidenti. Soprattutto, suo il merito se all’interno della sua palazzina e sulla facciata sono spuntate le telecamere insieme ai videocitofoni. Lo confermano gli amici Emilio e Marilena Marchini, che vivono due piani sopra il suo e che in quel palazzo hanno visto crescere insieme i rispettivi figli.

«Umberto - dicono - ha insistito per avere le telecamere di videosorveglianza. Ha proposto lui di installarle. E la nostra palazzina si distingue dalle altre perché è l’unica ad averle». Le telecamera rotonda e bianca, interna, dal soffitto riprende l’ingresso e parte del cortile oltre il portoncino trasparente. È quella che ha immortalato la scena venerdì. La parte clou è tutta dentro l’inquadratura. Si distingue il delinquente, poi il 78enne che cammina lentamente con la borsa della spesa in mano. «È il modo di camminare di Umberto - spiega ancora l’amico Emilio Marchini -: adagio, trascinando leggermente i piedi. Può sembrare debole, la vittima ideale. Non escludo che quel delinquente lo abbia tenuto d’occhio fin da fuori per poi aggredirlo sotto casa». Poi i pugni e la caduta. Le tasche svuotate, la fuga. Ad accorgersi del corpo immobile, in un lago di sangue, è stato un abitante che ha subito allertato il custode, in quel momento impegnato a infilare la posta nelle caselle. All’inizio tutti hanno pensato a un malore ma il video ha svelato la verità. E la vita di Umberto ora è appesa a un filo.

«Era felice, realizzato - sottolineano gli amici -. Due figli in carriera, trascorreva le giornate insieme alla moglie. Qualche giorno fa erano andati al mare. Sapeva gioire di tutto e ultimamente era contento di avere una macchina nuova. Speriamo possa riprendere in mano la sua vita». E anche se non erano mai accaduti episodi così gravi, gli abitanti elencano problemi di sicurezza: dai furti nei box e nelle cantine a intrusioni di estranei per trascorrere la notte. Una donna lamenta di aver ritrovato l’auto “cannibalizzata” al mattino. Arnaldo Scolari, residente nello stesso condominio, racconta al Giorno di aver subìto il furto della catenina circa 6 mesi fa. «Tornavo a casa, avevo la borsa del mercato e non mi ero accorto di essere seguito da un uomo alto circa 1,90. Mi ha dato un calcio sul fianco, nell’atrio, e mi ha strappato la collanina». Tanti non si capacitano. «Per me è uno choc. Al di là di alcuni episodi - conclude Stefania Romani - questo posto è stato sempre tranquillo».