
Milano, studente picchiato e rapinato in un tunnel della metropolitana M2: la sequenza dell'aggressione
Milano, 10 settembre 2024 – Era appena arrivato a Milano dalla Puglia per sostenere il test d’ingresso del corso di laurea di Professione sanitaria del Politecnico. Il benvenuto non è stato dei migliori, per usare un eufemismo: lo studente diciannovenne è stato accerchiato nel mezzanino della fermata Centrale del metrò, subito dopo essere sceso dal treno nella vicina stazione ferroviaria, e picchiato con calci e pugni per rapinargli un orecchino, un orologio, un paio di occhiali e lo zainetto che teneva in spalla. La fuga degli aggressori è durata poche ore: i tre marocchini Aima M., 19 anni, Salaheddine W., 33 anni, e Redouane E., 49 anni, sono stati fermati dagli agenti del commissariato Garibaldi Venezia e portati in carcere. Il ragazzo è comunque riuscito a sostenere la prova all’università, prima di recarsi negli uffici di via Schiaparelli e poi in ospedale.
Dal treno alla M2
Stando a quanto ricostruito, il diciannovenne è sceso alle 7.45 di giovedì scorso dall’Intercity partito la sera prima da Bari, ha fatto colazione in un bar di via Vitruvio e da lì si è infilato nell’ingresso all’incrocio con piazza Duca d’Aosta per raggiungere la banchina della M2 e prendere un convoglio con destinazione Piola, a due passi dal Politecnico.
L’aggressione
Dopo aver percorso poche decine di metri in uno dei tunnel che sbucano nell’area dei tornelli, è stato colpito con un pugno in faccia da un ragazzo di origine nordafricana a petto nudo; poi sono arrivati altri tre, che l’hanno bloccato contro un muro per impedirgli di difendersi e di scappare.

L’allarme al 112
In quel momento, il giovane studente era al telefono col padre, che ha sentito in diretta le fasi concitate dell’aggressione e ha dato per primo l’allarme al 112.

Le indagini
Nel frattempo, il ragazzo si è recato al Politecnico per sostenere il test. Le indagini del commissariato Garibaldi Venezia sono scattate subito, a seguito della nota radio diramata alle 9. Gli investigatori guidati dal dirigente Angelo De Simone hanno subito dato seguito a una segnalazione arrivata dal parcheggio multipiano gestito da Atm in via Vittor Pisani: lì un addetto ai monitor ha visto entrare i quattro dalla rampa e ha notato pure il cambio d’abito con gli indumenti presi dallo zaino del ragazzo.
Il blitz
A quel punto, è scattato il blitz: in tre sono stati bloccati, mentre il quarto è riuscito ad allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. Quei volti erano già noti ai poliziotti che monitorano quotidianamente la zona di piazza Duca d’Aosta, visti i numerosi precedenti messi insieme negli anni tra la Centrale e la zona attorno allo scalo di Garibaldi.
Gli arresti
Dopo la prova d’esame, il diciannovenne è stato convocato in commissariato: le facce dei rapinatori sono state riconosciute dal ragazzo nell’album fotografico che gli è stato mostrato. Così sono scattati i fermi, convalidati nelle scorse ore: le manette sono state giustificate dalla pericolosità sociale dei membri del gruppo e dal concreto pericolo di fuga di persone irregolari che si spostano di frequente anche in Emilia Romagna, Lazio e Sicilia. Il giovane studente si è poi recato in ospedale per farsi medicare le ferite riportate nel raid.