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29 mar 2022

Acqua del sindaco alla Corte dei conti

De Chirico (FI): "Troppo un milione di euro per i brick, pronto a fare un esposto". Guerra Monguzzi-Grandi

massimiliano mingoia
Cronaca

di Massimiliano Mingoia

L’affondo arriva tramite Facebook. Il capogruppo di Forza Italia in Comune Alessandro De Chirico posta una foto con l’"acqua del sindaco" in brick con di fianco il primo cittadino Giuseppe Sala e annuncia: "Preparerò un esposto alla Corte dei Conti". Nel mirino del forzista finisce l’iniziativa presentata lo scorso 22 marzo da Mm (società controllata da Palazzo Marino) e dall’assessora all’Ambiente Elena Grandi: la distribuzione di acqua potabile dell’acquedotto di Milano "in confezione di cartone poliaccoppiato (brick) completamente riciclabile e prodotto in modo ecosostenibile", secondo la nota ufficiale dell’iniziativa.

"Spendere un milione di euro per comprare il macchinario necessario al confezionamento dell’acqua del rubinetto non vi pare un po’ tantino?", si chiede polemico De Chirico nel post. Per la precisione, il costo del macchinario dovrebbe aggirarsi sui 960-980 mila euro, a cui vanno aggiunti i costi per l’inscatolamento, il trasporto il riciclo e la rifabbricazione. Il capogruppo azzurro, subito dopo, sempre su Facebook, attacca il numero uno di Palazzo Marino: "Altra operazione di marketing dell’influencer Sala. L’acqua di Milano è buona ma le tubature sono obsolete". Al di là dei messaggi social, De Chirico spiega: "Ho scritto alla dirigenza Mm perché voglio ricevere la determina dirigenziale della spesa per capire se ci sono gli estremi per il danno erariale e presentare poi eventualmente un esposto alla Corte dei Conti. Io avrei investito, fosse anche solo un euro in più, per comunicare meglio ai milanesi la qualità dell’acqua della nostra città".

Il caso dell’acqua del sindaco in brick, in ogni caso, non è stato sollevato per primo da un esponente dell’opposizione di centrodestra, ma da Carlo Monguzzi, capogruppo di Europa Verde, la stessa lista dell’assessora Grandi. Lo scorso 24 marzo il capogruppo ambientalista ha scritto sui social: "Il rimedio è peggiore del male (il tetrapack o brick non è per nulla ne ecologico ne sostenibile). Comune mio, ti rendi conto che sei diventato lo zimbello del web? Beppe, aiutaci a fermare questa assurdità". Monguzzi sostiene che è meglio usare bottigliette di plastica che brick "perché almeno sono più facilmente riciclabili. Il brick (tetrapack) è molto complicato da smaltire". Lo stesso giorno la Grandi replicava: "Questi cartoni sono carbon neutral e completamente riciclabili. Il loro utilizzo è funzionale al fatto che noi, con una delibera di Giunta, abbiamo detto che negli eventi del Comune non ci potrà più essere plastica".

Nella disfida tra ambientalisti, sempre giovedì scorso, è intervenuta anche la co-portavoce nazionale di Europa Verde Eleonora Evi, che si è schierata con Monguzzi: "Questa iniziativa fa acqua da tutte le parti". L’acqua del sindaco è solo uno degli argomenti su cui nelle ultime settimane si sono registrate tensioni tra Monguzzi e Grandi. Il capogruppo ha affondato il colpo anche sul vademecum dei Verdi per il risparmio energetico ridimensionato dalla Giunta, sul calcestre mai rimosso intorno agli alberi in piazzale Lavater, sulla linea troppo filo club del Comune sul futuro di San Siro e sulle deroghe per Area C e Area B.

Non solo. Affaritaliani ieri ha riportato il testo di una chat interna dei Verdi in cui il capogruppo è stato molto duro con la Grandi: "Per me la misura è colma. Continuerò a contrastare da verde le scelte demenziali di questo assessorato, brick, calcestre sotto gli alberi, lame d’aria e porte aperte dei negozi, le deroghe ad area b e c, il piano aria clima. Nel frattempo vi saluto perché ne ho proprio piene le p.... Penso che la Grandi sia un problema per i verdi, non mio". Addio imminente alla lista? "No, resto nei Verdi", dice Monguzzi al Giorno.

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