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30 apr 2022

"A lezione di antimafia" Corsi per i colletti bianchi

Avvocati, commercialisti e notai potranno specializzarsi nelle tecniche di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia

Il magistrato anti-mafia Alessandra Dolci
Il magistrato anti-mafia Alessandra Dolci
Il magistrato anti-mafia Alessandra Dolci

Un nuovo corso di specializzazione e perfezionamento rivolto agli avvocati, ai commercialisti e ai notai della Lombardia per il contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia.

L’iniziativa è stata presentata ieri mattina all’auditorium Gaber di Milano durante il convegno “Il ruolo degli ordini professionali nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nell’economia“, organizzato dalla commissione antimafia del Consiglio regionale, dal comando regionale della Guardia di Finanza e dal Consiglio regionale.

Gli incontri si svolgeranno dal 6 maggio al 24 giugno nell’aula magna del Tribunale, dell’Università Statale e dello stesso Auditorium Gaber. Serviranno a fornire un quadro conoscitivo delle tecniche di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia e degli strumenti normativi previsti per cogliere i relativi segnali di rischio.

L’attività didattica è strutturata in sette giornate di studio nel corso delle quali si alterneranno docenti, rappresentanti della magistratura di Milano e di Brescia, professori universitari, ufficiali della Guardia di Finanza e funzionari della Prefettura del capoluogo lombardo, come ha spiegato il comandante regionale Guardia di Finanza, Stefano Screpanti, intervenuto all’incontro così come l’assessore al Welfare della Lombardia Letizia Moratti e il procuratore aggiunto e capo della Dda milanese, Alessandra Dolci. Presente anche il prefetto Renato Saccone. "Solo mettendo a sistema le specifiche competenze e attivando ogni utile sinergia tra soggetti pubblici e professionisti, associazioni di categoria e parti sociali - ha osservato Dolci - è possibile cogliere tempestivamente la continua evoluzione del modus operandi delle mafie e intervenire di conseguenza".

Per la coordinatrice della Dda "non esistono mafiosi 2.0 che hanno studiato alla Bocconi o in prestigiose università straniere e che sono in grado di formulare progettualità finanziarie sofisticate". Semplicemente, "il più delle volte il rapporto tra l’impresa lombarda infiltrata o che si lascia infiltrare e la ‘ndrina che insiste su quel territorio, è un professionista, di solito un commercialista". In un contesto come quello attuale, "in cui la città di Milano e la Lombardia riceveranno ingenti contributi statali connessi all’attuazione del Pnrr - conclude - è fondamentale che tutti facciano la propria parte affinché i progetti finanziati vengano realizzati in un contesto di piena legalità". E "sarebbe opportuno creare per le Olimpiadi 2026 un protocollo simile a quello usato per Expo per arginare i tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata".

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