ANDREA GIANNI
Cronaca

Marialuisa Jacobelli, 30 telefonate al giorno: stalker condannato anche al risarcimento

Insulti e oltre 600 email: fermato Francesco Angelini, il persecutore della giornalista

​Marialuisa Jacobelli

​Marialuisa Jacobelli

Marialuisa Jacobelli aveva ripercorso davanti agli inquirenti la genesi di "un incubo", sfociato in quasi 30 telefonate al giorno anche con numeri anonimi, oltre 600 email, chiamate anche alla madre. Messaggi con ingiurie e minacce, atti persecutori che hanno creato un "clima di terrore". Francesco Angelini, 52enne finito in carcere nel giugno scorso con l’accusa di stalking ai danni della giornalista sportiva e conduttrice di Dazn, ieri è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione nel processo con rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena.

L’uomo ha versato alla vittima una somma consistente e da qualche mese si sta curando dal punto di vista comportamentale e psicologico in una clinica. A denunciarlo era stata la presentatrice 30enne, che aveva trovato il coraggio di parlare di quel "clima di terrore" in cui lui, dopo una breve relazione, l’avrebbe costretta a vivere, tra minacce, violenze fisiche e psicologiche. Per Angelini, nato in Francia e residente a Montecarlo, ieri è arrivata la condanna, a seguito delle indagini della Squadra mobile coordinate dal pm Pasquale Addesso, emessa del gup di Milano Angela Minerva.

Giudice che ha riconosciuto l’attenuante di aver risarcito il danno (Jacobelli non si è costituita parte civile) e anche quelle generiche per il programma di recupero che sta seguendo in regime di arresti domiciliari. Attenuanti equivalenti alle aggravanti che venivano contestate, tra cui la recidiva, basata sul fatto che l’uomo ha un precedente per atti persecutori. Troncata la relazione è iniziato "l’incubo", andato avanti da gennaio scorso e fino alla denuncia pochi mesi dopo. La conduttrice di Dazn, che ha oltre 1,7 milioni di follower su Instagram dove già aveva raccontato di essere vittima di stalking, aveva dovuto cambiare casa e aveva scelto per un periodo di non pubblicare più foto o video sul suo profilo "per paura - come aveva riferito agli inquirenti - di essere localizzata" dallo stalker. Anche ad aprile scorso il 52enne, che aveva una "gelosia ossessiva", era riuscito a convincerla a farlo entrare in casa e poi l’aveva colpita con "schiaffi e pugni".

 

 

 

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