ROBERTA RAMPINI
Cosa Fare

"Erasmus in Gaza", il film documentario in scena a Garbagnate

Il 9 febbraio è in programma la storia di Riccardo Corradini, primo studente al mondo a entrare nella Striscia per uno scambio universitario

Il conflitto israeliano-palestinese

Il conflitto israeliano-palestinese

Garbagnate Milanese (Milano), 7 febbraio 2024 –  Arriva a Garbagnate Milanese il pluripremiato documentario "Erasmus in Gaza”. L'appuntamento per la visione è venerdì 9 febbraio alle ore 20.30 al cinema teatro Italia di via Varese 23, a ingresso libero.

Al termine della proiezione seguirà un dibattico con Antonio Scordia, responsabile Amnesty International Mena ovvero Middle East and North Africa. Scordia si occupa di tutelare i diritti umani in quell'area e contribuisce a darne notizia nel nostro Paese coordinandosi con i gruppi di attivisti presenti sul territorio e con gli uffici dell’organizzazione situati in Italia.

Gli altri relatori presenti saranno Meri Calvelli, Capo Missione in Gaza della Ong Acs, Viviana Codemo, ricercatrice si occupa da oltre 30 anni di Palestina, dove ha seguito alcuni progetti con i bambini a Betlemme, e corsi di formazione presso Aic (Alternative Information Center di Betlemme).

E Guido Veronesi, accademico che collabora con il Gaza Community Mental Health Program, Gabriella Grasso, attivista e studiosa da anni del mondo palestinese.

Il film documentario, proiettato per la prima volta nel 2021, è stato realizzato grazie alla giornalista d'inchiesta Chiara Avesani con il film maker Matteo DelBò, che ha curato anche la fotografia ed è una firma di Report e vincitore di un Premio David di Donatello per il miglior cortometraggio.

La storia di Riccardo Corradini

La storia a metà fra il giornalismo d’inchiesta e il film di formazione, racconta l'avvenuta di Riccardo Corradini di Rovereto, all’epoca ventiquattrenne laureando in medicina dell’Università di Siena. Corradini nel 2019 fu il primo studente al mondo a partecipare al programma europeo di scambi universitari Erasmus proprio con Gaza

Riccardo voleva diventare chirurgo di guerra, con una tesi di laurea sulle ferite da proiettile esplosivo, e scelse di andare a studiare per un periodo in Palestina per mettersi alla prova in una zona sempre a rischio.

La narrazione testimonia la sofferenza, ma anche la resilienza, di un popolo soffocato da un assedio che dura da decenni. Per Riccardo, Chiara e Matteo non è stato facile entrare nella Striscia. Durante il soggiorno durato quasi 5 mesi, sono cadute bombe e, una volta, Riccardo è stato invitato dalla Farnesina a lasciare la Striscia perché l’attacco da parte di Israele era stato giudicato troppo pericoloso.

La vita nella Striscia di Gaza

Lui teme per i suoi nuovi amici. Durante altri bombardamenti resta e prova sulla propria pelle cosa significhi dover convivere con la paura di poter morire in ogni momento. E ammira la disperata ricerca di normalità da parte degli abitanti di Gaza che poi tornano in strada, nei negozi, a studiare in biblioteca e a seguire le lezioni.

A Gaza Riccardo vive con altri giovani studenti e ha un dialogo profondo con loro confrontandosi con una diversa visione del mondo. La vicenda segna la straordinaria crescita professionale e umana del protagonista e restituisce anche il senso di cosa significhi, in particolare per i più giovani, vivere come prigionieri in casa propria e sotto la minaccia costante delle bombe. Oggi Riccardo è un medico specializzato in chirurgia d’urgenza ed è appena rientrato da una lunga missione in Afghanistan con Emergency.