Editoriale

La sciabolata dell’indiano metropolitano

Pandori indigesti e solidarietà pelosa rischiavano di mandarci di traverso questa volata natalizia che notoriamente è già il periodo più stressante dell’anno tra brindisi, cene di rappresentanza e corse all’ultimo cadeau in città congestionate dal traffico.

A rimetterci in pace con il clima ci ha pensato Attilio Fini, che a 93 anni suonati ha disarmato un giovane che, a Milano, tentava di rapinarlo pistola alla mano. Il gaglioffo in questione pensava di aver individuato nell’anziano una facile preda ma si è sbagliato di grosso perché l’Attilio evidentemente non ha perso i guizzi da sciabolatore che da ct della Nazionale di scherma gli valsero un oro alle Olimpiadi del ‘72.

Attilio è il campione che batte il bandito, l’indiano che disarma il cowboy in una metropoli indifferente e violenta. È soprattutto l’esempio che coltivare da giovani i propri talenti e affinarli con il tempo è il modo migliore per riuscire nella vita. 

Ma anche una mosca bianca in un mondo, quello di oggi, dove invece tutti discettano su tutto e criticao tutti da una tastiera. O peggio: ci insegnano che la beneficenza va esibita perché il fine (il soldo) che giustifica i mezzi.

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