Violenza
Violenza

Mantova, 24 ottobre 2020- Aveva il corpo coperto di ematomi, le sue foto hanno impressionato anche gli inquirenti che le visionavano. A procurare le ferite a una disabile di mezza età era stata la sorella, una donna sui 45 anni, che non la sopportava in casa e, attraverso vessazioni e botte, voleva indurla ad accettare di trasferirsi in un istituto di ricovero. La vicenda è venuta alla luce grazie ai servizi sociali di Asola e dell'Alto Mantovano e ai carabinieri di Castiglione delle Stiviere, agli ordini del comandante Manuel Sacchetto.

L'aguzzina viveva con gli anziani genitori in un appartamento borghese al centro di Asola. Con loro abitava l'altra figlia, portatrice di handicap dalla nascita e costretta su una sedia a rotelle. Da almeno quattro anni l'aguzzina minacciava e picchiava xon un bastone la sorella quando i genitori uscivano. La vittima ha sempre opportava le angherie in silenzio. Fino a quando un'operatrice sanitaria, incaricata della sua igiene scopre i lividi e riesce a farla parlare. Ascoltata la sconvolgente confessione, l'infermiera riferisce tutto ai Servizi sociali che avvisano carabinieri e Procura di Mantova.

La disabile, convocata in caserma, conferma tutto. E scattano le manette ai polsi della sorella-aguzzina, colpita da un provvedimento del gip Gilberto Casari. Intanto la vittima viene trasferita in una struttura di accoglienza, dove attende di poter far ritorno alla propria abitazione, finalmente libera da botte e minacce.