Roberto Mauri con le sue creazioni
Roberto Mauri con le sue creazioni

Lodi, 8 giugno 2021- L’arte di Mauri e i desideri dei ragazzi lodigiani sono finalmente stati liberati. Li hanno lasciati sul fiume Adda, per l’ultimo giorno di scuola, l’artista lodigiano Roberto Mauri e tanti giovanissimi. Opere e pensieri sono quindi rimasti in balia dei gorghi che, con la loro energia, trascinano sotto e poi liberano. Sono i “magici” connotati dell’iniziativa vissuta a Lodi, in zona Piarda Ferrari, da un centinaio di ragazzini del quarto circolo di Lodi. Giovanissimi molto coinvolti grazie alla dirigente Caterina Guerini e all’insegnante Elena Bulzi. Con loro c’erano i più grandi del liceo artistico Piazza che, guidati dalle insegnanti Susanna Marinoni e Claudia Marini, hanno anche collaborato con l’autore.

Il protagonista indiscusso dell’iniziativa resta però lo stesso Mauri, figlio dello scultore Giuliano Mauri, scomparso nel 2009 e ricordato soprattutto per l’idea della cattedrale vegetale di Lodi (una gigantesca struttura lignea di 108 colonne, a formare tre navate gotiche ndr). “Da mio padre, anche se abbiamo sempre realizzato strutture artistiche diverse, ho ereditato l’utilizzo e la manualità della lavorazione dei rami – spiega Mauri orgoglioso - Tanto che, questa volta, aiutato anche dagli abilissimi studenti del Piazza e con le dovute autorizzazioni, ho raccolto rami secchi e materiali nei boschi in riva al fiume Adda e realizzato tre speciali zattere”.

Su queste tre imbarcazioni, che saranno liberate a breve lungo il corso d’acqua, immortalando il momento in un video, anche attraverso un drone, sono stati appoggiati speciali contenitori detti “vortici”. E i ragazzi li hanno usati per lanciare desideri molto profondi, a partire dal ritorno all’empatia umana e fino alla condivisione dei valori e dell’uomo (molti pensieri hanno commosso il pubblico presente ndr). I biglietti sono stati appoggiati all’interno delle conche e hanno raggiunto l’acqua attraverso un foro praticato sul fondo: “Sono sprofondati e risaliranno, come succede  quando nuoto nel fiume, quando mi affido ai gorghi d’acqua. La loro energia, se cerchi di resistere e non sai uscire con la forza, ti annega. Se invece ti fai portare sotto e ti lasci andare, loro poi ti riportano a galla. Speriamo che sia così anche per i desideri di questi giovani che abbiamo inizialmente raccolto in uno speciale carrettino da me realizzato per l’occasione”, ha commentato il realizzatore che, comunque, prima di rilasciare le zattere verso il mare (ampie circa 4 metri l’una), ha ripreso i contenitori, di circa 13 metri di circonferenza, per nuovi utilizzi.

“E’ capitato che qualcuno notasse navigare mie creazioni anche tempo dopo il rilascio e mi chiamasse per farmelo presente”, ricorda Mauri divertito. “Ogni tanto ne libero qualcuna perché nel mio giardino di mille metri quadrati lo spazio inizia a scarseggiare”. La realizzazione delle barche è stato un lavoro impegnativo ma a costo zero. “Questo grazie ai rametti recuperati, alle tele e ai colori che mi sono stati regalati – descrive –. Ringrazio tutti i coloro che, di volta in volta, mi aiutano in queste imprese. E per l’appoggio ricevuto, anche Parco Adda sud, Comune, assessorato alla Cultura e l’associazione locale Num del burg.”.

Durante l’evento sull’Adda c’è anche chi ha approfittato per fare un giro in barca, scattare fotografie, conoscere meglio l’apprezzato angolo di Lodi. L’iniziativa, in forma ridotta, era stata proposta a Boffalora. In quel caso qualcuno aveva espresso il desiderio di far guarire gli ammalati di Covid e tanto altro.