Soncino saluta le suore della Sacra Famiglia: trasferite le ultime due monache

Per più di un secolo hanno gestito la scuola dell’infanzia intitolata alla Beata Cerioli. Il commiato del parroco: “Il nostro futuro è insieme”

Una veduta di Soncino (Internet)

Una veduta di Soncino (Internet)

Soncino, 7 gennaio 2024 – Le suore della Sacra Famiglia lasciano Soncino dopo 160 anni. Ieri mattina, nella Messa solenne delle 10.30 in San Giacomo, la comunità ha salutato le ultime due sorelle, suor Graziella Filippini e suor Elide Moretto, che si trasferiranno nel santuario di Comonte, frazione di Seriate, nella Bergamasca.

La decisione della superiora, madre Maria Chiara Rivolta, è la logica conseguenza di una situazione che negli anni ha visto ridursi progressivamente il numero delle religiose della Congregazione fondata da Santa Paola Elisabetta Cerioli, soncinese. Qualche anno fa, era l’estate del 2019, le suore della Sacra Famiglia avevano invece lasciato la frazione di Gallignano dopo una presenza durata un secolo.

Si dispiace Roberta Tosetti, consigliere comunale di maggioranza con delega alla Cultura: "L’addio delle suore è una grande perdita per la comunità. Tante donne, uomini, giovani e ragazzi hanno assaporato la bellezza della regola di vita: l’educazione delle generazioni. Non si possono dimenticare le suore della Sacra Famiglia. Lasceranno un grande vuoto educativo".

Prima della fine del mese le religiose si trasferiranno dunque alla sede centrale, nel santuario di Comonte. Il sindaco Gabriele Gallina promette: "Resterete nel nostro cuore". E poi ha consegnato loro un ricordo, come segno di gratitudine del borgo per le tante opere svolte. Il parroco don Giuseppe Nevi commenta: "Il nostro futuro è insieme".

L’addio delle suore della Sacra Famiglia non arriva inatteso, era previsto che prima o poi si sarebbe arrivati a questa decisione. D’altro canto la cronica carenza di novizie ha assottigliato così tanto le fila di queste suore che la decisione era inevitabile.

La Congregazione venne fondata dalla santa soncinese Paola Elisabetta Cerioli, nata nel 1816 col nome di Costanza. Sedicesima figlia di una famiglia nobile, si sposò a 19 anni. A 38, seguendo la vocazione, aprì le porte del proprio palazzo ai poveri, agli orfani e agli ammalati. Donò tutto quello che aveva per aiutare gli ultimi e fece studiare tanti bambini.

Tra il 1863 e il 1865 aprì a Soncino e Leffe due case che ospitarono la scuola agricola, il convitto per le orfane e le ricreazioni festive. Morì poco prima che il convitto maschile di Villacampagna fosse ultimato. Nel borgo sono state le suore a gestire per oltre un secolo la scuola che oggi ha trovato in InChiostro una cooperativa sua erede.