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20 lug 2021

Mediglia, in 4 mesì morì il 43% degli ospiti in Rsa. Ma la Procura chiede l'archiviazione

Nella Rsa Borromea il Covid ha fatto una strage. Ma per la Procura di Lodi non ci sono prove di condotte omissive

20 lug 2021
carlo d'elia
Cronaca
15 settembre 2016,tribunale,nuovo procuratore,Domenico Chiaro
Il procuratore di Lodi Domenico Chiaro
15 settembre 2016,tribunale,nuovo procuratore,Domenico Chiaro
Il procuratore di Lodi Domenico Chiaro

Lodi - Nella Rsa Borromea di Mombretto, frazione di Mediglia, erano stati i parenti degli anziani ospitati a denunciare a maggio 2020 una vera e propria strage. Nella struttura milanese, infatti, tra febbraio e maggio 2020 è morto il 43% dei 147 ospiti. Una vicenda che aveva fatto molto discutere. Ma la Procura di Lodi, dopo una lunga attività investigativa, oggi ha presentato la richiesta di archiviazione dell'inchiesta per omicidio colposo e epidemia colposa, nata dall'esposto che era stato presentato nella primavera dello scorso anno da parenti di 77 anziani ricoverati nella Residenza sanitaria assistita Borromea di Mediglia, che avevano perso la vita contagiati da Covid.

Ad annunciarlo è stato il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro. "Nelle nostre indagini - ha sottolineato Chiaro - abbiamo svolto anche un confronto con altre Rsa che hanno adottato misure più restrittive e siamo arrivati alla conclusione che non c'è ragionevole certezza che siano state proprio le condotte commissive o omissive di soggetti ricoprenti cariche apicali a cagionare l'evento, la morte di 77 pazienti ospiti della struttura".

Secondo il procuratore Chiaro "sicuramente non c'è stata attenzione per tutta una serie di presupposti, anche facendo il confronto con altre strutture come quella di Somaglia, nel Lodigiano e di Dresano, nel Milanese, che sono stati assunti come modello. E, sotto questo profilo sicuramente c'è stata una gestione che può essere oggetto di critica". "Però - ha aggiunto il procuratore di Lodi Domenico Chiaro - non è sufficiente, sotto il profilo del reato colposo, che vi sia un comportamento rischioso perché ci deve esser la certezza che questo comportamento sia, poi, da mettersi in ragione di causa con lo sviluppo della pandemia. Ebbene noi abbiamo ritenuto che questa certezza non ci fosse. Anche perché bisogna anche andare a vedere quella che era la situazione delle conoscenze alla prima commissione degli atti".

Ora toccherà ai familiari decidere se presentare opposizione alla richiesta di archiviazione. In quel caso toccherà al gip di Lodi valutare se procedere con ulteriori indagini. Intanto. sono destinate a essere chiuse anche le altre indagini che la Procura di Lodi ha effettuato sulle altre Rsa del Lodigiano: i Nas dei carabinieri di Cremona erano infatti intervenuti lo scorso anno all'interno della casa di riposo Santa Chiara di Lodi (dove dal 21 febbraio a fine maggio 2020 erano deceduti circa 80 anziani ospiti su 260) e nelle strutture Santa Francesca Cabrini di Sant’Angelo e in quella di Codogno.

 

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