Luigi Garioni: in sella per sei mesi dall’Italia a Tokyo. Storia dell’ex preside-ciclista

Il dirigente scolastico in pensione racconterà la sua esperienza in una serata organizzata a Casalpusterlengo

Due scatti di Luigi Garioni durante il viaggio verso Tokyo

Due scatti di Luigi Garioni durante il viaggio verso Tokyo

Casalpusterlengo (Lodi), 17 marzo 2024 – Luigi Garioni, ex preside dell’Alta Valtrebbia, ma che ha insegnato per tanti anni anche alla agraria Tosi di Codogno, pochi mesi dopo essere andato in pensione, ha deciso di realizzare finalmente un sogno che aveva in mente da molti anni. È partito in bicicletta, da Bobbio, nel Piacentino, per Tokyo, capitale del Giappone. Ha contato: 12.725 km, 190 tappe, 192 giorni, 6 mesi e 8 giorni, 16 Paesi attraversati, 25 forature, cambiati 4 copertoni, 24 raggi, 3 portapacchi.

Garioni ha vissuto una straordinaria esperienza umana, che racconterà a Casalpusterlengo, invitato da Pierangelo Ferrari, presidente della Federazione italiana ambiente e bicicletta, alla Serata viaggio del 22 marzo 2024, alle ore 21, alla Casa delle associazioni di Via Galilei. 

"Un appuntamento che è un po’ una inaugurazione della stagione delle cicloescursioni e delle pedalate di gruppo”, spiegaLuig Ferrari. 

Sogno realizzato

Luigi Garioni, ex preside dell’Alta Valtrebbia, spiegherà come ha deciso di realizzare finalmente un sogno che aveva in mente da molti anni, forse fin da quando era bambino e sognava di essere Marco Polo.
Aveva in mente un viaggio in cui stare solo, per viaggiare soprattutto nel profondo della sua esistenza, per fare un bilancio della sua vita e tirare qualche somma. Il tutto è stato costantemente descritto su un diario-blog. E all'inizio, il protagonista del viaggio, aveva auspicato: “Spero di trovare l'ignoto, di sorprendermi ogni giorno con ciò che non conosco, di mettermi alla prova fisicamente e psicologicamente, di viaggiare nel profondo della mia esistenza, facendo un bilancio della mia vita. Mi aspetto di cambiare in meglio, facendo esperienza di umiltà, essenzialità e coraggio. Mi aspetto di conoscere volti nuovi, storie di vita, usanze e riti, dissetarmi di umanità”.
E le sorprese in questi 6 mesi sono state tante, ma la cosa che l'ex dirigente ha trovato migliore di quanto pensasse, è stata la gente, sempre molto attenta ai bisogni di un uomo solo, di un ciclista errante. Il prossimo sogno è custodire in un libro l'emozione di questa esperienza.