L’esordio del neo direttore generale: "L’ospedale di Crema merita di più. Meno attese in Pronto soccorso"

Alessandro Cominelli, 42 anni, di Soresina fissa tra i primi obiettivi anche l’incremento del personale

L’esordio del neo direttore generale: "L’ospedale di Crema merita di più. Meno attese in Pronto soccorso"

L’esordio del neo direttore generale: "L’ospedale di Crema merita di più. Meno attese in Pronto soccorso"

Ha passato la mezzanotte dell’ultimo dell’anno in ospedale, prima in Pronto soccorso e poi in reparto. No, non aveva la necessità di cure, ma solo quella di rendersi conto di che cosa doveva iniziare a presiedere. Alessandro Cominelli, 42 anni di Soresina, ultra atleta che adesso si cimenta in corse all’ultimo respiro su e giù per le montagne, è arrivato a Crema, da dove è partito, per ricoprire la carica di direttore generale dell’Asst. E prima di prendere le decisioni che caratterizzeranno la sua dirigenza vuole rendersi conto dello stato dei fatti. Molte le cose da fare per lui, erede del suo mentore, quel Luigi Ablondi che ha retto l’ospedale per undici anni, morto di Covid nel marzo del 2020 e per questo un giro nei reparti e l’ascolto dei vari dirigenti è necessario, prima di nominare la sua squadra.

"Entro 15 giorni sceglierò i miei dirigenti – dichiara –. Molte sono le cose da fare nei tre anni di nomina, ma per me è una sfida che raccolgo volentieri. Sono venuto qui nel 2016 come direttore amministrativo, poi sono passato a Cremona nel 2019 e ora eccomi di ritorno. Conosco il territorio, so che l’ospedale di Crema ha una forte rilevanza sulla gente, so che tempo fa era tra i primi cinque in Lombardia. Ma sono al corrente anche delle difficoltà". Cominelli, laurea in Economia e commercio indirizzo aziendale, non si nasconde i problemi: "Mancano medici e personale e per colmare le carenze è necessario far diventare questo ospedale più attrattivo. Sono convinto che chi lavora qui dà il meglio, ma è necessario colmare le carenze di personale". Al Pronto soccorso le attese sono infinite e Cominelli se ne è già reso conto. "Il personale che lavora in Pronto soccorso dà il massimo. Mi sto interessando delle attese come del fatto che manchi il personale. Studieremo espedienti per accorciare i tempi". Per quanto riguarda la terza casa di comunità, ancora nel limbo: "Se ci saranno le possibilità la chiederemo. Intanto investiamo otto milioni di euro per la costruzione della palazzina integrata e tre milioni per il polo riabilitativo del Santa Marta di Rivolta d’Adda". L’impegno e la sfida di Cominelli è quello di portare la sanità più vicina ai cittadini, intervenire sulla terza età e sulle persone disabili, accorciare le liste d’attesa, diminuire i posti vacanti. Il problema sarà battere la burocrazia imperante che riesce a far attendere anche sei mesi per bandire un concorso per medico e permette di parteciparvi poi anche a chi non è realmente interessato a quel posto ma vuole solo accumulare maggiore punteggio.