La scuola finita nell’inchiesta: "Mesi con i muratori attorno. E ora ci ritroviamo i figli a casa"

La primaria di San Genesio sotto sequestro dopo l’arresto dei vertici Asm. La rabbia dei genitori

La scuola finita nell’inchiesta: "Mesi con i muratori attorno. E ora ci ritroviamo i figli a casa"

La scuola finita nell’inchiesta: "Mesi con i muratori attorno. E ora ci ritroviamo i figli a casa"

SAN GENESIO (Pavia)

Fettucciato bianco e rosso e un foglio affisso con il nastro adesivo all’ingresso. Da lunedì è sotto sequestro la scuola primaria di San Genesio, finita nell’inchiesta che ha portato all’arresto dei vertici di Asm. Ieri i bambini sono rimasti a casa, mentre da oggi alcune classi frequenteranno la Cabral di via Porro a Pavia e altre la Pascoli di via Colesino. Due scuole diverse, con fratellini separati. Non solo, stando alla circolare della dirigente Elena Bassi, non potendo "attivare immediatamente il servizio mensa e il trasporto scolastico in plessi così dislocati, è necessario che le famiglie provvedano in modo autonomo al trasporto".

"Siamo disponibili a valutare un trasferimento in altri (non più di due) plessi a disposizione dell’istituto comprensivo – hanno scritto le rappresentanti della scuola alla preside – Ma per le famiglie sarà imprescindibile la predisposizione di un servizio di navetta del Comune, e chiediamo che l’ente si faccia carico anche della differenza del buono pasto in mensa". Secondo le mamme, i bambini hanno già dovuto sopportare "i disagi causati dai lavori di messa in sicurezza, miglioramento sismico, adeguamento antiincendio e creazione di nuovi spazi didattici nella primaria comunale". Opere costate quasi 400mila euro.

"Per mesi i lavori sono andati avanti durante le lezioni – protesta Alice Sarra, rappresentante della IV A di San Genesio – Gli alunni hanno vissuto a lungo con i rumori e i disagi provocati dalla presenza dei muratori. Il giardino è inagibile da tanto tempo e quindi sono stati sempre costretti in aula, noi genitori abbiamo segnalato la problematica e ci siamo sempre fidati che l’intervento andasse come doveva, nella legalità e nel rispetto dei tempi". Giulia Lucconi, rappresentante di IIA, invece, ieri ha dovuto lavorare da casa per occuparsi della figlia: "Lavorare da casa non è semplice per noi ma soprattutto per i bambini, che hanno vissuto mesi con gli operai intorno. I nonni ormai sono una risorsa preziosa, noi genitori lavoriamo a Milano e non sappiamo dove lasciare i piccoli. Qualcuno ha dovuto prendere giorni di ferie per occuparsi dei figli".

E le preoccupazioni vanno anche oltre, come sottolinea una nonna, Albina Fronti: "La scuola ritenuta pericolante – commenta – è costruita sopra la parte della materna. Ma la primaria è chiusa e la materna no. Io ho una nipotina alla primaria e un altro alla materna, sono molto preoccupata e come me molte persone. Senza contare che le indagini vanno sempre per le lunghe e quindi la scuola dovrà restare chiusa chissà quanto".