La ristoratrice suicida. Una folla per Giovanna: "In tanti ti volevano bene. Dovevi chiedere aiuto"

Palloncini bianche e un brano di Michael Jackson per l’ultimo saluto

La ristoratrice suicida. Una folla per Giovanna: "In tanti ti volevano bene. Dovevi chiedere aiuto"

La ristoratrice suicida. Una folla per Giovanna: "In tanti ti volevano bene. Dovevi chiedere aiuto"

Il buon cuore di Giovanna Pedretti di Sant’Angelo Lodigiano, "sopraffatto da parole pesanti come macigni", come ha detto il parroco don Enzo Raimondi durante l’omelia, ha riempito la basilica della città. Un funerale concluso con palloncini bianchi, applausi e le note di Michael Jackson diffuse a tutto volume con un altoparlante in “Heal the world“ (“Guarire il mondo“). Tutti ora rimpiangono le buone parole, quotidiane e sincere, della ristoratrice di 59 anni, che si sarebbe tolta la vita, due domeniche fa, per non aver retto alla gogna mediatica seguita a un post contestato. Le altre vittime del dolore di Giovanna sono il marito e co titolare della pizzeria “Le vignole“, Nello D’Avino, la figlia Fiore, la mamma Rosetta, di 85 anni. Ieri, davanti alla basilica, è tornato lo striscione con la scritta “Stampa e TV, rispettate la famiglia e non fatevi vedere più” che era stato collocato martedì scorso davanti al locale di via XX Settembre. Qualcuno ha anche urlato "Andate via". Carabinieri e polizia locale, insieme alla protezione civile, hanno presidiato un corridoio di transenne e permesso ai parenti di passare senza ulteriori invadenze. "Non è il clamore mediatico o la curiosità, che oggi ci radunano qui, ma il desiderio di pregare per la nostra sorella, dando conforto ai familiari. Affinché arrivi per lei quella pace che noi desideriamo possa trovare nel regno dei cieli" ha ribadito il parroco.

"Dimentichiamo il potere distruttivo che possono avere semplici parole. Anche i social, se lasciati sotto controllo. Ora serve silenzio, per ascoltare il dolore. Il primo è quello della nostra Giovanna – ha ribadito e rivolgendosi alla compianta, aggiunto –. Cosa pesava così tanto su di te? Cosa ti ha tormentata fino a questo punto? Il mondo è imperfetto: invece di riconoscimento, si sperimenta l’incomprensione e il rifiuto. Giovanna guarda quanta gente oggi è venuta e ti ha voluto bene. Perché non hai voluto parlare con qualcuno di loro? Il dolore ora è anche nostro, nel chiederci cosa avremmo potuto fare". "Lei stessa aveva conosciuto la fatica e il dolore e forse voleva essere consolata – ha proseguito –. Non dobbiamo mai dare per scontato che chi ci aiuta non abbia bisogno di noi". Dopo la cerimonia il feretro è stato tumulato nella tomba di famiglia al cimitero del borgo.