La fornarina centenaria. Una storia da romanzo

Ines Falconi, cinque figli, dieci nipoti e nove pronipoti, festeggia il traguardo. Il segreto della sua longevità: "So che la vita merita di essere vissuta". .

CALOLZIOCORTE (Lecco)

La fornarina ha compiuto un secolo: come ama essere soprannominata, nonna Ines di Calolziocorte, prima di trasferirsi nel Lecchese, da dove non si è più mossa, è stata prestinaia nel forno dei genitori a Foresto Sparso, nella Bergamasca, vicino al lago di Iseo. Nonna Ines Falconi è approdata a Calolzio per amore, per stare insieme al suo Silvio, Silvio Mangili, diventato poi suo marito. Lui l’ha vista per la prima volta fuori dalla chiesa di Foresto, mentre distribuiva santini. Era andato apposta per conoscere lei, su suggerimento di un commilitone. "È stato amore a prima vista, ho subito saputo che sarebbe diventata la donna della mia vita", raccontava spesso Silvio. E così è stato: dopo essersi conosciuti, si sono sposati e non si sono mai più lasciati.

Hanno lavorato insieme nella macelleria della famiglia di lui, chiusa alla fine del 2020. Dietro il bancone lei accoglieva le clienti con l’immancabile sorriso e un "ciao cara" che metteva tutti di buon umore. La storia di Ines è un misto della trama di un film neorealista e di un romanzo d’amore, comune a tante e tanti della sua generazione, che hanno affrontato la Seconda guerra mondiale e ricostruito l’Italia: i sette fratelli e sorelle; il mitragliamento aereo a cui è scampata per miracolo; Eleonora, la sua migliore amica, una ragazza ebrea di cui conserva ancora una bambola di pezza confezionata a mano; il matrimonio con uno splendido abito bianco realizzato con la seta della vela di un paracadute; il viaggio da sola, a cinquant’anni, fino a Johannesburg, in Sudafrica, per raggiungere una figlia; i cinque figli, i dieci nipoti e i nove pronipoti; la passione per la poesia.

Ines ha un unico rimpianto: "Non aver potuto andare avanti a studiare dopo la terza avviamento – confida –. Dovevo lavorare per aiutare la mia famiglia". Per i 100 anni, festeggiati giovedì, sono andati a trovarla il sindaco Marco Ghezzi e l’assessore Tina Balossi, che le hanno chiesto il segreto della sua longevità. "Non lo so – la sua risposta –. Quello che so è che la vita merita di essere vissuta".