Il paese difende Liliana: "Una persona tranquilla". Ma in realtà era instabile

La quarantacinquenne accudiva con affetto l’anziano parente acquisito. In passato aveva manifestato problemi tra depressione ed esaurimenti. .

Il paese difende Liliana: "Una persona tranquilla". Ma in realtà era instabile
Il paese difende Liliana: "Una persona tranquilla". Ma in realtà era instabile

COLLI VERDI (Pavia)

Una tranquillità solo apparente, culminata nella tragedia di domenica. Omicidio volontario è l’accusa per cui è stata arrestata dai carabinieri Liliana Barone, 45 anni, badante oltre che ex moglie del nipote di Carlo Giovanni Gatti, 89 anni, trovato privo di vita domenica mattina nella sua casa di Canavera. Nella frazione di Ruino, che insieme a Valverde e a Canevino è andata a formare il comune di Colli Verdi dal 2019, la sessantina circa di residenti sono tutti imparentati tra loro, increduli per quel che è successo a turbare la tranquillità del borgo. Una manciata di case tra le colline, dove la vittima s’era trasferita una ventina di anni fa con la moglie, senza figli, dopo essere andato in pensione e aver vissuto a Milano, dove lavorava per la ditta di depurazione delle acque.

Tornato nel borgo d’origine della famiglia, vedovo da qualche anno, ancora quando la moglie era in vita aveva accolto in casa l’ex moglie del nipote con il figlio di lei. Negli ultimi tempi la situazione pare fosse però diversa dalla tranquillità fatta trasparire fuori dalle mura domestiche. L’89enne, descritto dai parenti come ancora lucido nonostante alcuni problemi legati all’età che lo portavano a stare sempre in casa, negli ultimi mesi alternava sempre più rari momenti di lucidità ad altri più difficili da gestire per la donna che ormai da anni lo accudiva con l’affetto di una nipote, pur se acquisita, e non solo come badante. Una donna descritta in paese come una persona tranquilla, che però avrebbe manifestato già in passato, in particolari momenti della sua vita, un’instabilità emotiva o psicologica, con depressioni ed esaurimenti nervosi. Tutto sempre tenuto nella massima riservatezza caratteristica delle piccole comunità, poi sconvolte quando all’improvviso si verificano tragici epiloghi.

Quel che è accaduto in realtà è ancora tutto da chiarire. Le conseguenze: la morte dell’anziano e l’arresto della nipote-badante. L’89enne sarebbe morto dissanguato per una ferita alla nuca piccola ma profonda, con abbondante perdita di sangue. Da cosa sia stata provocata, dev’essere ancora accertato. Forse un colpo inferto con un corpo contundente, che non è stato trovato. Oppure una caduta, magari conseguenza di una spinta. Solo la 45enne, se in grado di ricordare quel che è successo, potrebbe ricostruire la dinamica della tragedia, che andrà comunque dimostrata tramite una lunga serie di accertamenti tecnici, dai tempi non immediati. Anche l’autopsia, a ieri non era stata ancora fissata.