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31 mag 2022

"I giorni più bui del Covid in ospedale? È stato come finire per caso in guerra"

Codogno, lo pneumologo Tursi premiato in Regione. "Ho mandato pazienti guariti in soggiorno climatico a Loano"

31 mag 2022
paola arensi
Cronaca
Da sinistra Attilio Fontana, Francesco Tursi e Alessandro Fermi
Da sinistra Attilio Fontana, Francesco Tursi e Alessandro Fermi
Da sinistra Attilio Fontana, Francesco Tursi e Alessandro Fermi
Da sinistra Attilio Fontana, Francesco Tursi e Alessandro Fermi
Da sinistra Attilio Fontana, Francesco Tursi e Alessandro Fermi
Da sinistra Attilio Fontana, Francesco Tursi e Alessandro Fermi

di Paola Arensi

Tanta emozione, domenica a Milano, nella sede di Palazzo Lombardia, per il medico 48enne, dell’Asst di Lodi, Francesco Tursi. Il primario facente funzioni della riabilitazione cardio-respiratoria dell’ospedale di Codogno e presidente dell’Associazione Ossigenoterapia Riabilitativa Alor Onlus, su proposta del consigliere regionale FdI Franco Lucente, ha ricevuto una menzione speciale al premio regionale Rosa Camuna, durante la Festa della Lombardia (istituita per celebrare la Battaglia di Legnano del 29 maggio 1176). Il riconoscimento arriva perché il dottore aveva allestito, proprio a Codogno, la prima area Covid d’Italia. Lo hanno premiato Attilio Fontana, governatore di Regione Lombardia e Alessandro Fermi, presidente del Consiglio regionale, ribadendo: "Menzione Rosa Camuna al medico che ha vissuto in prima linea l’emergenza pandemica, coordinando il reparto di Pneumologia di Codogno, in qualità di medico responsabile del servizio. Un’esperienza professionale umana che lo ha portato a dedicarsi intensamente alla lotta contro il virus. Oggi prosegue nel miglioramento dei servizi offerti dall’ospedale. E’ certamente uno dei simboli di resilienza per tutto il personale e a lui va tutta la nostra profonda gratitudine e riconoscenza". Lodigiano di adozione, dato che è di Francavilla Marittima (Cosenza), il medico ha commentato:"Quando ricevi un riconoscimento così, che lascerò all’ospedale di Codogno per condividerlo con tutti i colleghi che si sono impegnati in questa missione, ti rendi conto che, per un pezzo della tua vita, hai fatto qualcosa di buono. Ma di sicuro non l’ho fatto da solo e per questo inizio col dire grazie a chi, tutti i giorni, ti sostiene per il lavoro che fai e per il volontariato che dedichi agli altri".

Oggi nel Lodigiano l’emergenza Covid, per fortuna, è solo un ricordo e la situazione è tornata alla normalità. All’ospedale di Codogno c’è solo un ambulatorio in cui vengono gestiti i pazienti Covid, mentre nei nosocomi di Lodi e Sant’Angelo, vengono ricoverati i positivi che necessitano di ulteriori cure. "Dobbiamo gestire le cure come si trattasse di una malattia ordinaria, non è pensabile di continuare a vivere in emergenza. Ho mandato alcuni pazienti guariti a Loano, in soggiorno climatico, se lo meritano – ribadisce il dottore -. Il Covid ci ha sempre stupiti e non sappiamo certo cosa succederà in futuro, ma ora abbiamo imparato a conoscerlo e a prendere le contromisure necessarie, vedasi vaccini e nuovi farmaci". E ripensando ai momenti bui, Tursi osserva:"Quando ci ripenso ribadisco che, normalmente, hai sempre un’alternativa. Invece col Covid, tutto ciò che poteva essere fatto è stato umanamente fatto: aiutare il prossimo con gli strumenti che avevamo allora. Quando capiti per sbaglio in una guerra, infatti, hai solo quell’istante per rispondere alle esigenze, non hai una seconda possibilità. Sono sereno e soddisfatto per l’impegno dedicato e per quante risposte siamo riusciti a dare. Il pensiero però, ovviamente, va sempre a chi non ce l’ha fatta. Nonostante il nostro massimo impegno".

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