Esuberi alla Condevo, la trattativa è bloccata e i sindacati si spaccano: 34 posti di lavoro a rischio

Fumata nera anche al termine dell’incontro con i vertici aziendali. La Cgil: coinvolgeremo cittadinanza e istituzioni. Nervosismo tra i dipendenti

I sindacalisti della Cgil dopo l’incontro di ieri con i vertici aziendali

I sindacalisti della Cgil dopo l’incontro di ieri con i vertici aziendali

Lodi, 24 febbraio 2024 –  Grosse crepe si sono formate, ieri, tra i sindacalisti della Fim-Cisl e della Fiom-Cgil sulla vertenza che riguarda 34 lavoratori (su 110 totali) della Condevo Spa che rischiano il licenziamento.

Si è infatti svolto, nella sede di Assolombarda in via Haussmann, il secondo incontro tra sindacati e la direzione dell’azienda, produttrice di componenti per caldaie con uno stabilimento a Marudo e due a Vidardo, ma nulla si è mosso rispetto alle posizioni di partenza.

"Sono rigidi sulle loro idee –, ha spiegato Massimiliano Preti, della Fiom-Cgil –. L’azienda si rifiuta di ricorrere ad ammortizzatori sociali come il contratto di solidarietà, vogliono licenziare e basta. Parlare di soldi e di buonuscite è ora prematuro, secondo noi dobbiamo concentrarci sull’occupazione. Ora dobbiamo cercare di far sapere di questa situazione, comunicandolo alla cittadinanza, coinvolgendo il sindaco di Marudo, la Regione stessa che non può disinteressarsi, anche puntare ad una interrogazione parlamentare per far capire della situazione dell’ occupazione nel Lodigiano". La Fim-Cisl non ha aderito al presidio di ieri mattina in via Hausmann, organizzandone un secondo nella fabbrica di Marudo nel primo pomeriggio.

In merito all’incontro con la direzione che dopo l’assemblea la Fim-Cisl non ha voluto rilasciare dichiarazioni, preferendo il silenzio stampa per non peggiorare il clima sulla vertenza. Ad aumentare è però la rabbia dei lavoratori, i 34 dipendenti a rischio licenziamento non vedono particolari miglioramenti per loro ed anzi devono costatare della spaccatura nelle Rsu (Rappresentanze Sindacali Unitarie), rottura che ovviamente rende le trattative più complesse e meno efficaci. I lavoratori chiedono la compattezza, senza nascondere i dubbi e le incertezze, senza ben sapere cosa fare in futuro.

È da tempo che queste persone sono con il fiato sospeso: dopo 6 mesi di cassa integrazione, finita a dicembre 2023, sono stati informati dall’azienda l’inizio delle pratiche di licenziamento il 30 gennaio, dopo un mese in cui sembrava che i problemi fossero risolti, comunicazioni date solo dopo che i rappresentanti delle Rsu sono andati a parlare alla direzione. L’azienda ha deciso di spostare la sua produzione in Macedonia a seguito delle nuove regolamentazioni UE, che vietano la produzione di caldaie a gas nel territorio dell’Unione dal 2029. In Macedonia la Condevo ha uno stabilimento in pieno sviluppo, e un minor costo del lavoro, in un territorio non coinvolto dalle nuove leggi europee. Il 4 e l’8 marzo ci saranno i prossimi incontri tra sindacati e direzione aziendale ed i lavoratori saranno ancora sotto alla sede di Assolombarda.