Alt al processo Frecciarossa. C’è lo sciopero dei fonici

Ieri si sarebbero dovuti ascoltare i primi testimoni

Alt al processo Frecciarossa. C’è lo sciopero dei fonici

Il Frecciarossa 9595 era partito da Milano alle 5.10 del 6 febbraio 2020 con destinazione Salerno Alle 5.34 è deragliato

Riprenderà il 30 aprile il processo per la tragedia del treno Frecciarossa deragliato a Livraga quattro anni fa. Ieri mattina era in programma l’udienza in cui si sarebbero dovuti ascoltare i primi testimoni, ma a causa dello sciopero nazionale di fonici, trascrittori e stenotipisti forensi (indetto da Cgil, Cisl e Uil) non si poteva procedere alla trascrizione dell’istruttoria, semplicemente perché mancava il personale addetto. Ieri in aula si è proceduto a semplici passaggi formali: in partcolare l’apertura del dibattimento con l’ammissione dei testimoni. Il personale è in sciopero per il mancato avvio, da parte del Ministero della Giustizia, del processo di internalizzazione, che andrebbe a risolvere un’abitudine che vede spesso queste figure professionali e qualificate assunte in appalto, vivendo situazioni di precarietà diffusa. Ieri in aula, per l’udienza Frecciarossa, erano presenti anche i familiari dei due macchinisti morti nell’incidente (Mario di Cuonzo e Giuseppe Cicciù), causato da un deviatoio difettoso installato la sera prima del deragliamento, accaduto alle 05.34 del 6 febbraio 2020. Ieri il figlio di Mario, Federico di Cuonzo ha ribadito: "La nostra speranza è che ci sia una ricostruzione chiara, non cerchiamo giustizia perché la cosa giusta sarebbe stata che queste persone non rimanessero uccise. Noi speriamo in una forma dignitosa di verità".L.P.