Viaggiatori ben oltre le previsioni ma a Malpensa manca il personale

I numeri attuali erano previsti per il 2023-2024, in tutti i settori gli addetti sono insufficienti

Sia i vettori che le società di servizio cercano figure professionali per tutte le attività da svolgere
Sia i vettori che le società di servizio cercano figure professionali per tutte le attività da svolgere

di Rosella Formenti

L’aeroporto di Malpensa ha cominciato una stagione estiva in forte ripresa, con volumi di traffico molto vicini al 2019. Nel primo week end di luglio sono transitati circa 90mila passeggeri al giorno, ma sono previsti numeri ancora più alti con le prossime partenze dei vacanzieri. Proprio con l’incremento dei viaggiatori, con una crescita superiore alle previsioni relative al 2022, lo scalo varesino si trova a fare i conti con il personale in servizio, in ogni settore, dalle compagnie aeree agli handler, sottodimensionato rispetto alle esigenze del momento.

Spiega la situazione Luigi Liguori, segretario generale Filt Cgil di Varese: "Il traffico a Malpensa sta crescendo più del previsto, i numeri attuali erano previsti per il 2023-2024, se da una parte questo è positivo, dall’altra porta con sé un problema: il numero di addetti impiegati in questo momento non sono sufficienti. Il personale dei vettori, delle società di servizio, ai check-in, alle rampe, in ogni settore, è chiamato a turni massacranti".

Manca dunque personale,continua Liguori, "le aziende hanno cercato di reclutare addetti, ma ad esempio per una compagnia aerea assumere nuovi operatori non è un’operazione che si esaurisce in poco tempo, ci vogliono due o tre mesi, per vagliare domande, effettuare la selezione e poi procedere alla formazione". Quindi le compagnie si ritrovano con un organico sottodimensionato rispetto alla domanda attuale, non possono garantire tutti i voli che vengono cancellati. "Sono situazioni insostenibili – rileva Liguori – che hanno origine in altri paesi europei, dove nel periodo peggiore del Covid sono stati licenziati molti addetti, ad esempio nel Regno Unito. In Italia invece, grazie al nostro impegno, siamo riusciti ad ottenere il sostegno del Governo al settore aereo e, con gli ammortizzatori sociali, abbiamo tutelato l’occupazione e la professionalità".

A non essere ben gestita invece è la fase di ripresa che sta accelerando con ritmi previsti per il 2023-2024. "Si stanno vivendo condizioni di stress lavorativo – continua il sindacalista – che è causa di tensioni, un segnale negativo sono i comportamenti aggressivi dei passeggeri, problema sul quale abbiamo chiesto attenzione. C’è bisogno di più personale, ma le aziende sono riuscite a reclutare la metà di quanto richiesto dal traffico estivo. Tengo a sottolineare che rispetto al passato oggi gli stipendi sono bassi, le condizioni di lavoro pesanti, pertanto chi cerca un posto anche stagionale guarda altrove. Sono situazioni su cui riflettere per trovare soluzioni adeguate e valorizzare i lavoratori in vista della piena ripresa dell’aeroporto".

Preoccupa la sicurezza del personale: per questo oggi a Varese in Prefettura è previsto un incontro con i sindacati.