ROSELLA FORMENTI
Cronaca

Uccise la madre malata. Il pm chiede la pena minima

Un anno fa mise fine alla vita dell’anziana invalida e colpita dall’Alzheimer: per Angelo Facchinetti il magistrato domanda la condanna a 6 anni e 4 mesi.

Uccise la madre malata. Il pm chiede la pena minima

Uccise la madre malata. Il pm chiede la pena minima

Un anno fa, il 23 settembre, uccise l’anziana madre, Maria Facchinetti, 88 anni, allettata e malata di Alzheimer, che accudiva, poi tentò il suicidio, lasciando una lettera per i familiari, il figlio e il cognato. Ieri mattina per Angelo Paganini, 61 anni, comparso davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Busto Arsizio , reo confesso, sono stati chiesti dal pm Ciro Caramore, 6 anni e 4 mesi, il minimo della pena, in considerazione del fatto che l’omicidio è maturato in una situazione di disperazione e solitudine. Quel giorno Paganini tolse la vita all’anziana madre, con cui viveva nell’abitazione in via Marconi a Marnate, soffocandola con un cuscino, "un abbraccio disperato", come lo ha definito il pm nella requisitoria, poi in giardino cercò di suicidarsi impiccandosi, tentativo fallito perché il ramo dell’albero si spezzò.

Fu trovato dal figlio e dal cognato privo di sensi ma ancora vivo. Paganini è risultato affetto da una depressione maggiore riconosciuta dalla perizia psichiatrica che ha accertato una semi-infermità mentale. Per questo il pm che ha parlato di "situazione estremamente grave che si è svolta nel silenzio generale" ha chiesto il minimo della pena,6 anni e 4 mesi, mentre il difensore Paola Monno l’assoluzione per infermità mentale o, in subordine, il minimo della pena. Paganini si era trovato in una situazione di grave difficoltà nell’accudire l’anziana madre, situazione resa pesantissima dalla depressione maggiore che gli è stata diagnosticata. Pochi mesi prima dell’omicidio della madre, il sessantunenne aveva già tentato il suicidio.

Ieri il pubblico ministero, nella requisitoria con cui ha chiesto per l’uomo il minimo della pena, ha detto: "Siamo davanti ad un caso di abbandono da parte dello Stato di una donna e della persona che la accudiva", mentre l’avvocato Monno ha citato alcuni passaggi della lettera rivolta ai familiari nella quale l’imputato manifestava l’intenzione di punirsi con la morte dopo aver chiesto scusa per non essere stato all’altezza. Tra una settimana la decisione della Corte.