Nonni vigile al “fronte’’, i volontari maltrattati: "Pensano di poterci dire qualsiasi cosa"

Magenta, i pomeriggi fuori dalle scuole ignorati dagli adulti e in alcuni casi insultati. La testimonianza di un socio dell’Auser

Con la pettorina e la paletta

Con la pettorina e la paletta

La dura vita del nonno vigile. Un servizio importantissimo, utilissimo, che riceve quotidianamente il plauso dei cittadini e che però, spesso, tira fuori il peggio dalle persone. Ne sa qualcosa il magentino, volontario Auser, che presta servizio in piazza Giacobbe vicino all’Istituto Madre Anna Terzaghi, meglio conosciuto come le scuole Canossiane. Sono circa due anni che fa il volontario con l’Auser come nonno vigile e ne ha viste di tutti i colori.

"Non passa giorno che non sentiamo parole dalla gente – racconta – ci hanno detto di non litigare. Se si riesce scattiamo una foto, ma non dobbiamo assolutamente litigare ed è quello che facciamo. Confesso che riuscire a stare tranquilli è un’impresa perché ogni volta può succedere di tutto". Il servizio alle scuole comincia alle 15.30 quando l’incaricato del Comune mette la sbarra che impedisce agli automobilisti di passare lungo la via San Biagio, davanti alle scuole Canossiane, e si conclude alle 16.10.

"Mercoledì scorso – continua – è arrivato un uomo corpulento che voleva passare a tutti i costi. Gli spiego che non era possibile perché, in caso di incidente, sarebbe stata anche mia la responsabilità. Non ne voleva sapere e si è messo ad urlare bestemmie a non finire aggiungendo perfino di essere un ex carabiniere e di non rompergli le scatole per usare un termine che si può usare". Le urla erano talmente forti che hanno attirato anche l’attenzione della gente attorno.

"Quando ho sentito bestemmiare sono sceso a vedere quello che stava succedendo – racconta Marcello, un idraulico che stava lavorando presso un’abitazione di piazza Giacobbe – al mio arrivo quell’uomo se ne era andato. Sono certo che non era un ex carabiniere. Vivo a Magenta da sempre e ho sempre conosciuto tutti". Ieri la storia si è ripetuta con una signora. Il servizio dei nonni vigili prevede anche questi imprevisti. Dalle scuole nord, a quelle sud, da Pontevecchio alle Santa Caterina. "Ce la mettiamo tutta per essere vicini alla gente e di aiuto ai genitori che portano e vengono a prendere i loro figli a scuola – conclude – ma quando ci scontriamo con la maleducazione ci cadono le braccia. L’appello è di mantenere la calma. Pochi minuti fermi ad aspettare non cambiano la vita".