Moschea a Sesto Calende. Il prefetto sceglie l’area. Sarà nella zona industriale

La decisione dopo la sentenza del Tar che ha sconfessato il Comune. In via dell’Artigianato il primo luogo di culto islamico della provincia di Varese.

Moschea a Sesto Calende. Il prefetto sceglie l’area. Sarà nella zona industriale
Moschea a Sesto Calende. Il prefetto sceglie l’area. Sarà nella zona industriale

Via libera dal prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, al luogo di culto islamico in città. È stata individata un’area in via dell’Artigianato, per una dimensione di 3.520 metri quadrati circa, quale idonea per accogliere una struttura per il culto a favore dell’Associazione comunità islamica ticinese che ne aveva fatto richiesta da diversi anni.

Lo comunica l’Amministrazione comunale attraverso una nota. "Il 16 gennaio 2024 il dottor Salvatore Pasquariello si è insediato presso questa sede quale “commissario ad acta“ per dare esecuzione alla sentenza Tar Lombardia, che individua nel prefetto l’autorità sostitutiva del Consiglio comunale di Sesto Calende al fine di emettere l’atto necessario a dare riscontro all’istanza formulata dalla ricorrente associazione comunità islamica ticinese, e reperire un’area idonea per accogliere una struttura religiosa che risponda alle richieste dell’associazione stessa, eventualmente approvando una variante al Pgt", si legge. Il commissario ad acta, ovvero Pasquariello, ha svolto quindi la necessaria istruttoria giuridico–tecnica e ha incontrato il sindaco, i capi dei gruppi consiliari, il presidente e l’avvocato dell’associazione di culto. Con la decisione del prefetto dovrebbe chiudersi così oltre un decennio di polemiche e attese. Dal 2013 la “questione moschea“ divide(va) politica e opinione pubblica sestesi a suon di ricorsi davanti al Tribunale amministrativo.

Il Tribunale amministrativo lombardo ha nella pratica definito "inadempiente" l’Amministrazione comunale (di centrodestra) che da dieci anni non dava risposta alle reiterate richieste della “Comunità islamica ticinese“ di poter avere a disposizione un’area dove realizzare una moschea, la prima in provincia di Varese. Una battaglia giudiziaria con quattro sentenze vinte sia in primo grado sia in secondo grado davanti al Consiglio di Stato dalla comunità dei musulmani, in nome della tutela delle minoranze religiose e della libertà di culto. Principi ai quali la Giunta non sembra aver voluto dare la priorità.

Per i giudici amministrativi (la decisione è del 23 dicembre) non sono ammissibili i dinieghi finora opposti dal Consiglio comunale, che ha motivato il rifiuto all’individuazione dell’area ora sulla base della contrarietà della maggioranza dei sestesi ora su motivazioni legate all’affluenza di persone che il luogo di culto genererebbe con i conseguenti problemi logistici.