Missione in Serbia. L’Insubria crea un ponte

Protocolli d’intesa con gli atenei di Belgrado, Novi Sad e Niš. Zamperetti: così verrà aumentato il flusso di studenti.

Missione in Serbia. L’Insubria crea un ponte
Missione in Serbia. L’Insubria crea un ponte

Nuova missione internazionale per l’Università dell’Insubria al fianco di Regione Lombardia. Dopo la visita in Vietnam dello scorso ottobre questa volta la meta è stata la Serbia. Il delegato del rettore all’internazionalizzazione Giorgio Maria Zamperetti si è recato a Belgrado con il governatore Attilio Fontana e il sottosegretario alle relazioni internazionali Raffaele Cattaneo, per prendere parte all’Innovation Forum organizzato dall’Ambasciata d’Italia per promuovere e rafforzare le relazioni tra gli ecosistemi dell’innovazione italiano e serbo. Durante la missione si è svolta la cerimonia di sottoscrizione da parte del professor Zamperetti dei protocolli di intesa con i rettori delle tre più importanti università del paese balcanico, alla presenza delle cariche istituzionali di Regione Lombardia, dell’ambasciatore d’Italia a Belgrado Luca Gori e della ministra serba dell’innovazione Jelena Begovic.

Il primo accordo è stato sottoscritto con l’Università di Belgrado, il più antico e importante ateneo serbo: fondato nel 1808, è al 384° posto tra le migliori università del mondo secondo l’indice Cwur ed è riconosciuto come la seconda migliore università dell’Europa orientale. Quindi l’intesa con l’Università di Novi Sad, il secondo maggior ateneo del paese. Fondata nel 1960, ha circa 50mila studenti, 3.800 docenti e ricercatori, 14 facoltà in quattro diversi campus che offrono 320 programmi di studio. L’ultimo protocollo è stato firmato con l’Università di Niš: fondata nel 1965, ha circa 20mila studenti e 1500 docenti e ricercatori in 14 facoltà, la maggior parte delle quali offre alcuni corsi in lingua inglese per gli exchange students.

"La Serbia – sottolinea Zamperetti – è un paese di grande interesse, vicino all’Italia non solo geograficamente ma anche culturalmente e dal punto di vista accademico è già integrata all’Europa, poiché aderisce al programma Erasmus. Questi nuovi accordi permetteranno di incrementare il crescente flusso di studenti internazionali verso il nostro ateneo, una strategia che risponde non solo all’obiettivo di innalzare la qualità delle nostre classi con competenze provenienti da tutto il mondo, ma che in prospettiva è destinata anche a fare fronte al calo demografico che investirà i corsi della nostra come di tutte le università italiane".

Lorenzo Crespi