Vicina di casa da incubo: urla e minacce di morte continue. Il terrore degli altri inquilini

Corbetta, non paga l’affitto ed è inavvicinabile. Il proprietario di casa ha tentato, invano, di parlarle. "Temo possa accadere qualcosa di grave"

L’appartamento tappezzato di striscioni e scritte ingiuriose
L’appartamento tappezzato di striscioni e scritte ingiuriose

Corbetta (Milano), 4 gennaio 2024 –  Urla notturne, colpi al pavimento e alle pareti con oggetti pesanti, conversazioni a voce alta come se in casa ci fosse anche un’altra persona, quando in realtà non c’è nessuno. Ormai da alcune settimane i residenti di una palazzina di via Pascoli, frazione di Castellazzo dè Stampi a Corbetta, vivono in quello che può definirsi un vero e proprio incubo al quale sembra non esserci rimedio.

Nel mese di settembre un appartamento era stato dato in affitto, come bed & breakfast, da un uomo ad una donna di nazionalità statunitense. Inizialmente sembrava che fosse tutto a posto. Che si trattasse di una persona per bene come le tante altre che non avevano causato alcun problema e che ha proceduto al rinnovo del contratto pagando regolarmente. Invece, con il passare del tempo si è scatenato il finimondo in quell’appartamento.

Verso la fine del mese di novembre sulla porta di ingresso la signora comincia ad appendere manifesti dal contenuto volgare e minaccioso, spesso inneggianti a famiglie mafiose italiane ben note negli Stati Uniti. Frasi deliranti nelle quali si presenta come la nipote di Giovanni Gotti e che lavora per le Nazioni Unite. Anche le finestre del giardino sono state verniciate con scritte dello stesso tenore. Il proprietario procede a segnalare la cosa ai Carabinieri della stazione di Corbetta che fanno un sopralluogo. Ma dopo quel giorno le cose peggiorano. I manifesti continuano ad essere apposti sulla porta e di notte si scatena il solito inferno. I vicini di casa hanno paura, temono per la loro incolumità.

Si torna a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e della Polizia locale. Ma non cambia nulla. Il proprietario, avvisato anche dall’amministratore di condominio, si reca in via Pascoli cercando di parlare con l’inquilina che, nel frattempo diventa insolvente e non mostra alcuna intenzione a lasciare l’appartamento.

"Ho cercato di avvicinarmi a lei – ha detto il proprietario – ma lei, in inglese e con gli occhi fuori dalle orbite mi ha detto di andarmene altrimenti mi avrebbe ammazzato. Ha sbattuto la porta e mi sono allontanato". In quel frangente il proprietario è riuscito ad osservare l’interno dell’appartamento scoprendo che era anch’esso devastato e pieno di scritte con vernice rossa. Finché sulla porta di ingresso appende un documento della Questura di Roma nel quale si dice che la donna, classe 1962, ha presentato richiesta di asilo politico presso l’ufficio immigrazione. Cosa ci sia di vero è impossibile saperlo. "Vogliamo che questa situazione assurda si sblocchi – afferma il proprietario – il rischio che accada qualcosa di grave è troppo alto. Qualcuno deve intervenire".