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13 mag 2022

Fatto a pezzi e carbonizzato in Romania: la salma di Mauro Donato Gadda in Italia a giorni

L'imprenditore di Busto Garolfo ucciso a Bucarest secondo gli inquirenti sarebbe stato vittima di un ricatto architettato dalla giovane coppia

13 mag 2022
paolo mattelli
Cronaca
L’imprenditore Mauro Donato Gadda ucciso e carbonizzato alle porte di Bucarest
L’imprenditore Mauro Donato Gadda ucciso e carbonizzato alle porte di Bucarest
L’imprenditore Mauro Donato Gadda ucciso e carbonizzato alle porte di Bucarest
L’imprenditore Mauro Donato Gadda ucciso e carbonizzato alle porte di Bucarest

Busto Garolfo (Milano) - La salma di Mauro Donato Gadda, l’imprenditore di Busto Garolfo trovato carbonizzato in un campo a pochi chilometri da Bucarest in Romania, farà probabilmente rientro in Italia la prossima settimana dopo gli esami di rito disposti in questi giorni dai magistrati di Bucarest. Indagati rimangono invece Valentine Barbalau, 27 anni, e la moglie Carmeluta, 23 anni, su cui penderebbe l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Su tutta la vicenda aleggia il sospetto del ricatto architettato dai due giovani a danno del sessantaquattrenne manager da dieci anni in Romania dove aveva trovato fortuna e soldi, che inconsapevole si sarebbe recato nell’appartamento situato nel quartiere ghetto Ferentari per incontrare Cameluta con cui avrebbe avuto da tempo una relazione.

Il marito di lei già noto alle forze dell’ordine per una denuncia nel 2019 con la pesante accusa di violenza domestica sui due figli della coppia, un maschio di 6 e una femmina di 4 anni lo avrebbe aggredito violentemente picchiandolo a morte. Cosa sia veramente accaduto nella notte tra il 6 e il 7 maggio scorso nell’appartamento ad Aleea Livezilor ancora non è chiaro, dalle telecamere di sorveglianza si vedrebbero i due indagati uscire dallo stabile con un grosso sacco tra le mani.

Il cadavere di Mauro Donato Gadda è stato infatti ritrovato fatto a pezzi nel bagagliaio di una Dacia Logan, di proprietà dello stesso imprenditore, data poi alle fiamme per nascondere eventuali tracce.​ I due indagati che stando alle notizie circolate sui siti d’informazione in lingua romena avrebbero già ammesso durante gli interrogatori le loro responsabilità, si sarebbero traditi facendosi inquadrare dalle telecamere di sorveglianza e utilizzando il veicolo preso in affitto a cui è stata solo rimossa la targa senza eliminare il numero di matricola impresso sulla carcassa del motore. Questo ha permesso agli investigatori rumeni di risalire velocemente ai presunti autori dell’efferato omicidio.

 

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