Il titolo originale del capolavoro di Manzoni non è "Fermo e Lucia"
Il titolo originale del capolavoro di Manzoni non è "Fermo e Lucia"

Lecco I libri e le antologie di letteratura devono essere riscritti. Il vero titolo originale del capolavoro di Alessandro Manzoni non è "Fermo e Lucia" ma "Gli sposi promessi". È riportato su un manoscritto originale custodito ed esposto a Villa Manzoni, la casa lecchese d’infanzia del Sommo trasformata in un museo a lui dedicato. A scoprirlo è stata la professoressa Paola Italia dell’Università degli studi di Bologna. Il manoscritto, composto da decine di pagine legate in un volume, è diviso in due parti: la prima, intitolata appunto "Gli sposi promessi", risale al 1824, quando don Lisander, non contento del risultato della prima stesura, stava riscrivendo il più famoso e letto romanzo italiano di tutti i tempi.

Il testo contiene un riassunto dell’opera in cui sono presenti elementi della versione originaria, affiancati ad altri del testo divenuto poi definitivo. Nella seconda parte invece è riportata una trascrizione della fondamentale lettera "Sul romanticismo" del 1823 al marchese Cesare Tapparelli D’Azeglio, con un’integrazione di altra mano, che è stata riconosciuta da alcuni tra i maggiori studiosi manzoniani come una nota autografa dello stesso Manzoni. Il prezioso reperto inedito, che costituisce la prova regina di una tesi già sostenuta dai massimi esperti del Manzoni, si trova nella sala 8 del museo lecchese, allestita in quella che era la vecchia cucina della villa, uno spazio dedicato soprattutto al saggio storico "La storia della Colonna infame".

"Con il riallestimento nell’ottobre 2019 del Museo di Villa Manzoni con un impianto fortemente innovativo la sala 8 è stata arricchita con l’esposizione del prezioso reperto, sebbene in quel momento non si erano ancora concluse le ricerche che hanno successivamente portato alla scoperta dell’inedita nota autografa di Alessandro Manzoni – spiega e commenta l’assessore alla Cultura di Lecco Simona Piazza -. Il manoscritto è ancora pieno di misteri, tra cui l’identità degli autori, gli ignoti copisti e i molti, oscuri, passaggi di proprietà. Per questo prosegue la ricerca che richiede complesse analisi e strumentazioni scientifiche". L’annuncio pubblico della scoperta è stato divulgato ieri, in occasione del 200esimo anniversario della pubblicazione de "Il 5 maggio" scritto dal Manzoni per la morte di Napoleone Bonaparte, ma soprattutto del bicentenario dell’inizio della prima stesura il 24 aprile 1821 de "I promessi sposi", anzi "Gli sposi promessi", una ricorrenza a cui i curatori del Piccolo teatro di Milano dedicano un un ciclo di incontri online sul sito del gruppo Intesa San Paolo e sulle piattaforme Spotify, Apple podcast e Google podcast. L’iniziativa di assoluto livello culturale e divulgativo è stata intitolata proprio "Gli sposi promessi".