Carabinieri
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Verderio (Lecco), 1 novembre 2019 - Orrore al depuratore di Verderio, dove è stato trovato un feto morto di tre mesi. Si tratta di un feto umano non completamente formato, lungo una mezza dozzina di centimetri o poco più. Ad effettuare il macabro rinvenimento è stato un tecnico di Lario Reti Holding, la municipalizzata del servizio idrico integrato in provincia: martedì mattina stava effettuando un intervento di pulizia della griglia di protezione che filtra i liquami provenienti dalla rete fognaria dei paesi della zona e blocca i rifiuti che vengono buttati negli scarichi dei lavandini e dei gabinetti per impedire che finiscano nelle vasche di depurazione e intasino l’impianto, quando, tra vari residui e altra spazzatura ha scorto il corpicino informe. Ha impiegato qualche istante a riprendersi dallo choc e realizzare che realmente si trattava proprio di un feto che, sebbene non sviluppato, presentava già parti del corpo ben distinguibili. Ha immediatamente lanciato l’allarme.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Merate insieme ai colleghi del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lecco. Il feto è stato trasferito in camera mortuaria all’ospedale Alessandro Manzoni di Lecco dove un medico dell’Ast della Brianza ha effettuato l’autopsia in attesa di ulteriori accertamenti che sono tuttora in corso. Dai primi esami è emerso solo che si tratterebbe di un feto di oltre una decina di settimane, buttato verosimilmente in un water, se in seguito ad un aborto spontaneo, piuttosto che per una interruzione volontaria di gravidanza illegale, praticata magari in casa da qualche mamma per un figlio non voluto, al momento non si sa ancora. Gli inquirenti e gli investigatori che si stanno occupando del delicato caso mantengono il massimo riserbo per non vanificare le complesse indagini.

Non trapela nulla nemmeno da Lario Reti Holding, da dove si limitano a spiegare tramite il sito internet della società pubblica che l’impianto per i reflui di via dei Grilli serve gli utenti di Verderio, Paderno d’Adda e Robbiate, che sono circa 20mila abitanti tra residenti e quanti lavorano negli uffici, negli esercizi commerciali e nelle attività produttive e industriali dei tre paesi.