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20 mag 2022

Vandali scalatori distruggono rifugio in vetta al Grignone

Devastato l’Arnaldo Bogani, caccia ai giovani teppisti

20 mag 2022
daniele desalvo
Cronaca
Mariangela Buzzoni ed Enrico Benedetti moglie e marito gestori da 28 anni: "Mai uno screzio, a frequentare la montagna tutta gente rispettosa"
Mariangela Buzzoni ed Enrico Benedetti moglie e marito gestori da 28 anni: "Mai uno screzio, a frequentare la montagna tutta gente rispettosa"
Mariangela Buzzoni ed Enrico Benedetti moglie e marito gestori da 28 anni: "Mai uno screzio, a frequentare la montagna tutta gente rispettosa"
Mariangela Buzzoni ed Enrico Benedetti moglie e marito gestori da 28 anni: "Mai uno screzio, a frequentare la montagna tutta gente rispettosa"

Esino Lario (Lecco) -​ Una sfacchinata di un’ora e mezza di salita in montagna solo per devastare un rifugio. Non si sa, almeno non ancora, chi nei giorni scorsi abbia affrontato la scarpinata sul versante Nord del Grignone sopra Esino Lario per raggiungere il rifugio Arnaldo Bogani a 1.816 metri, sfondare una finestra, passare in rassegna la cucina, la dispensa e gli altri locali, svuotare cassetti e armadi, ribaltare tavoli e sedie, distruggere mobili e gettare a terra cibo e bibite. Senza, a quanto risulta, rubare nulla. Si presume si tratti di giovani teppisti, verosimilmente ubriachi fradici, che per ritornare a valle hanno poi magari rischiato pure la pelle.

«Non è mai successo nulla genere, non abbiamo mai avuto screzi né con i colleghi né con i clienti e chi frequenta la montagna, tutte persone molto rispettose", commentano esterrefatti Mariangela Buzzoni ed Enrico Benedetti, moglie e marito che da 28 anni gestiscono il rifugio. I carabinieri, che hanno dovuto pure loro faticare per arrivare fin lì, hanno recuperato un calzino, un paio di occhiali e anche alcune gocce di sangue che potrebbero aiutarli a identificare i teppisti d’alta quota.

«Assurdo provocare un disastro del genere – proseguono i due capanat – È un sacrificio gestire un’attività come la nostra e si fatica parecchio a portare le provviste nello zaino in spalla fin qui per fornire un servizio prezioso agli escursionisti". Nonostante l’amarezza i due gestori sono già al lavoro per rimettere tutto in ordine e rifornire la cambusa in modo da accogliere gli ospiti già in questo fine settimana. «Ci spiace se non saremo al 100% della forma e del servizio – si scusano i due, che non hanno proprio nulla da farsi perdonare – Il rifugio è una scelta di vita per noi, abbiamo lasciato i nostri precedenti lavori e non saranno certo dei teppisti a fermarci. Anzi, siamo semmai contenti per le centinaia di messaggi e di attestati di solidarietà e di stima che abbiamo ricevuto".

 

 

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